Brasile: Amazzonia perde equivalente di tre campi di calcio al giorno nel 2022
Il disboscamento della foresta pluviale amazzonica brasiliana ha interessato un'area pari a 10.573 chilometri quadrati nel corso del 2022. Si tratta di una superficie quasi dieci volte superiore a quella della citta' di Rio de Janeiro, per una perdita equivalente a quasi tre campi di calcio al giorno. Lo riferisce l'organizzazione non governativa (Ong) ambientalista Istituto dell'uomo e dell'ambiente dell'Amazzonia (Imazon). Secondo l'ultima denuncia dell'Ong, l'area deforestata nella regione (che corrisponde al 59 per cento del territorio brasiliano) e' stata la piu' grande negli ultimi 15 anni. Nel 2022 e' stato anche registrato il quinto record annuale consecutivo. Negli ultimi quattro anni, tra il 2019 e il 2022, sono andati persi 35.193 chilometri quadrati di foresta, pari al territorio degli stati di Sergipe e Alagoas insieme. L'indagine si basa sul sistema di osservazione via satellite Deforestation alert system (Sad). I satelliti usati dall'istituto sono in grado di rilevare aree devastate a partire da un ettaro.
Parlando al Forum economico mondiale, in corso a Davos, in Svizzera, la ministra dell'Ambiente e dei cambiamenti climatici del Brasile, Marina Silva, ha detto che il Brasile ha sempre svolto un "ruolo di primo piano" nell'agenda ambientale mondiale e il mondo negli ultimi anni ha avuto nostalgia del Paese. "Tante persone qui ci hanno detto che c'era nostalgia del Brasile negli spazi multilaterali negli ultimi anni, dopo che il Paese ha avuto a lungo un ruolo di primo piano nell'agenda ambientale globale, per quanto riguarda il tema della lotta alla desertificazione, i progressi nella protezione della biodiversita', oltre che per i grandi contributi che siamo stati in grado di dare nell'agenda climatica", ha affermato.
- La ministra ha accusato l'amministrazione dell'ex presidente Jair Bolsonaro dell'assenza del Paese nei forum internazionali. "Non solo il ruolo di protagonista e' stato perso negli ultimi quattro anni, ma il Brasile e' stato messo in una posizione molto difficile dal punto di vista ambientale, per quanto riguarda i diritti umani e della lotta alle disuguaglianze sociali: il Brasile e' tornato nella mappa della fame, abbiamo un record di deforestazione e l'agenda ambientale e' stata completamente smantellata", ha proseguito.
Di contro, Silva ha affermato che il presidente Luiz Inacio Lula da Silva e' stato accolto "molto calorosamente" alla 27ma Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (Cop27). "L'annuncio che ha fatto il presidente Lula e' stato: stiamo tornando sulla scena globale del multilateralismo'", ha aggiunto Marina Silva, che nell'occasione ha anche chiesto l'aiuto dei Paesi ricchi. Nel 2009, durante la Cop15, le nazioni sviluppate avevano deciso di pagare 100 miliardi di dollari all'anno per aiutare i Paesi in via di sviluppo nella lotta contro il cambiamento climatico. "Abbiamo una buona regolamentazione globale, ma mancano gli investimenti. I 100 miliardi di dollari che i Paesi sviluppati si erano impegnati a stanziare, non sono stati ancora versati", ha concluso la ministra. (Nova) - (Brb)
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