venerdì 28 agosto 2026
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Segnalazioni

A Trieste solo una piccola targa dedicata a concittadini che hanno difeso la nostra terra sotto la divisa austro-ungarica

Luca Marsi·

Alle volte cerco di ridere per non piangere quando leggo o ascolto delle frasi uscite dalle bocche dei nostri politici sia quelli locali che quelli nazionali.

Se per quelli nazionali posso chiudere un occhio in quanto  molti di loro non conoscono ancora la storia di queste terre e di questa città, non posso perdonare quelli locali che dal canto loro questa parte di storia dovrebbero conoscerla molto ma molto bene.

Tra le varie notizie che ho appreso dal nostro quotidiano ma anche da interviste fatte dai media locali ho potuto ascoltare una frase che mi ha colpito molto ed è quella relativa a due manifestazioni svolte aimè nella nostra meravigliosa Trieste e sono quelle relative ai tristissimi fatti accaduti alla Risiera di San Sabba a opera dei tedeschi e dei fascisti e quella relativa agli infoibamenti e all' esodo degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre ad opera dei partigiani titini alla Foiba di Basovizza.

Ora è inutile che mi soffermi su queste tragedie che spero dopo più di settanta anni siano ora di dominio pubblico ma mi ha notevolmente colpito una frase ripetuta più volte da ambo le parti ed è quella che non ci devono essere morti di serie A e morti di serie B.

Questa frase è stata più volte detta proprio in relazione a queste due tragedie del novecento, ma a questo punto sorge in me una spontanea domanda: Ma non sono stati proprio i politici italiani che alla fine del Grande Conflitto hanno fatto questa netta distinzione?

Facciamo il punto della situazione: ora come allora ci troviamo, e questa è storia e non può essere negata ne dalla sinistra e ne dalla destra, che qui a Trieste ci siano monumenti dedicati ai caduti italiani e che si spenda fior di soldi per la manutenzione del Sacrario di Redipuglia, dimenticando completamente  che qui a Trieste a ricordo dei nostri concittadini che hanno difeso la loro terra sotto la divisa austro-ungarica risulta esserci una modestissima targa privata apposta al lato del Castello di S.Giusto dove onorarli e null’altro.

Se andiamo a vedere quali sono le altre opere a ricordo di quanti hanno servito tale divisa e di quanti hanno dato la loro vita per essa, ci sarebbe solamente  il cippo al binario n. 9 in Stazione Centrale a ricordo dei cittadini austriaci del litorale che partivano per i Carpazi nel 1914 ma che oltre a essere opera dell’associazione Zenobi credo sia più conosciuto agli addetti ai lavori che al resto della popolazione, per il resto una lapide nel cimitero di S.Anna e uno stele in quello di Servola ma anche queste poco conosciute.

Inoltre ironia della sorte la manutenzione dei cimiteri austroungarici che si trovano nell’ altipiano come quello di Prosecco e quello di S.Croce mi risulta che non venga fatta dal Comune di Trieste ma bensì da privati e dal grande apporto dato dalla Associazione della Croce Nera Austriaca che, se non sbaglio, una volta l’anno per mezzo anche di ragazzi austriaci, viene a Trieste e si prodiga a tale scopo.

Concludo solamente ricordando a tutti, se ce ne fosse bisogno, che Trieste fino al 1918 era il porto principale dell’Austria e come tale anche i suoi cittadini erano sudditi dell’Impero e se uno vuole rendere giustizia e non vuole che esistano più queste disparità deve farlo a 360 gradi e non può creare simili distinzioni perchè se no sarà sempre poco credibile agli occhi di chi vuol vedere in lui o nel paese che rappresenta, il simbolo dell’eguaglianza tra i popoli.

 

Fabricci Paolo

 

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