Bagno Ausonia, Italia Nostra: «Servono subito fondi per messa in sicurezza e restauro»

Nuovo allarme sul futuro del Bagno Ausonia di Trieste, storico stabilimento balneare cittadino sul quale Italia Nostra chiede un intervento urgente e strutturale. L’associazione sollecita il reperimento immediato di risorse per la messa in sicurezza e, successivamente, per un restauro complessivo capace di preservare l’identità originaria dell’intero complesso.
La presa di posizione arriva dopo la necessità di fermare diverse attività dello stabilimento in piena stagione balneare, una situazione che per Italia Nostra rappresenta l’ennesimo segnale della fragilità della struttura.
«Ancora una volta bisogna ricorrere ai ripari»
«Ancora una volta bisogna ricorrere ai ripari e urgentemente», afferma Italia Nostra nella nota diffusa il 28 agosto.
L’associazione sottolinea come lo stop a numerose attività dell’Ausonia arrivi proprio durante la stagione estiva, interessando uno dei luoghi più conosciuti e frequentati della tradizione balneare triestina.
Secondo Italia Nostra, negli anni sarebbero stati realizzati interventi non sufficienti a garantire una conservazione adeguata e duratura del complesso.
Un patrimonio storico e architettonico
Il valore dell’Ausonia, secondo l’associazione, va ben oltre la sua funzione di stabilimento balneare.
Italia Nostra ricorda il lavoro portato avanti nel tempo attraverso convegni, iniziative culturali e una pubblicazione realizzata nel 1996, oltre al salvataggio dell’archivio storico che si trovava nel piccolo ufficio lungo il corridoio di sinistra dello stabilimento.
Proprio questo percorso avrebbe contribuito a portare all’attenzione del Ministero della Cultura l’importanza storica e architettonica del complesso.
Il vincolo culturale su Ausonia e Savoia
Italia Nostra richiama anche il decreto di vincolo che interessa gli stabilimenti balneari Ausonia e Savoia, situati in Riva Traiana 1.
Nel provvedimento, come ricordato dall’associazione, l’immobile viene dichiarato di interesse culturale ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio e quindi sottoposto alle relative disposizioni di tutela.
Per l’associazione si tratta di un passaggio fondamentale, perché certifica il valore del complesso e rafforza la necessità di un intervento organico e non più limitato a soluzioni temporanee.
Il timore di perdere un monumento della città
Nonostante l’interesse manifestato negli anni e la presenza di una petizione promossa da cittadini e associazioni, Italia Nostra esprime una forte preoccupazione per il futuro dell’Ausonia.
«Si teme tragicamente per la perdita di questo importante monumento», si legge nella nota.
L’associazione considera Ausonia e Savoia esempi unici nella loro tipologia architettonica e ritiene che proprio per questo dovrebbero ricevere una priorità negli interventi di tutela.
«Serve un procedimento certo»
Per Italia Nostra non sono più sufficienti interventi episodici.
La richiesta è quella di avviare un percorso definito, con tempi e risorse certi, che consenta di affrontare in modo definitivo i problemi strutturali e le altre criticità del complesso.
Il messaggio viene riassunto in maniera netta: «Dovere di tutti salvare il Bagno Ausonia».
Una frase che l’associazione utilizza come vero e proprio appello rivolto alle istituzioni e alla città.
Lettere a Ministero, Autorità Portuale e Regione
Italia Nostra ha annunciato di aver scritto al Ministero per i beni culturali, all’Autorità Portuale e alla Regione Friuli Venezia Giulia.
L’obiettivo è sollecitare la costruzione di un percorso che consenta di reperire rapidamente le risorse necessarie.
In una prima fase, secondo l’associazione, i fondi dovrebbero essere destinati alla messa in sicurezza dello stabilimento.
Successivamente dovrebbe essere affrontato il tema del restauro complessivo.
Il progetto di recupero dell’identità originaria
Italia Nostra chiede che l’intervento futuro non si limiti alle sole strutture più compromesse.
La proposta è quella di recuperare l’identità originaria dell’intero complesso, includendo anche l’area del parcheggio antistante e i suoi pilastrini d’epoca.
Una visione complessiva che, secondo l’associazione, permetterebbe di restituire pienamente valore a uno degli esempi più caratteristici dell’architettura balneare triestina.
L’appello di Antonella Caroli
A firmare la nota è Antonella Caroli, presidente della sezione di Trieste di Italia Nostra e consigliere nazionale.
La richiesta è chiara: trasformare l’attenzione e le dichiarazioni di principio in un percorso concreto, capace di mettere al sicuro il Bagno Ausonia e di garantirne la conservazione nel tempo.
Per Italia Nostra, la tutela dello storico stabilimento non può più essere rinviata e deve diventare una priorità condivisa tra istituzioni, cittadini e soggetti responsabili della gestione e della conservazione del complesso.
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