giovedì 27 agosto 2026
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Segnalazioni

75 anni fa a Trieste la marcia della quarta armata jugoslava

Luca Marsi·
Riceviamo e pubblichiamo da Unione degli Istriani 
 
SETTANTACINQUE ANNI FA LA MARCIA SU TRIESTE DELLA QUARTA ARMATA JUGOSLAVA
 
la sera del 29 aprile di 75 anni fa la Quarta Armata dell’Esercito jugoslavo era alle porte di Trieste. Il giorno successivo, dopo aver affrontato le ultime resistenze tedesche periferiche attestate nei pressi del borgo carsico di Opicina, si diresse verso Trieste, entrandovi il fatidico 1 maggio.
 
A capo di questa Armata vi era un criminale di guerra, il tenente generale Petar Drapšin, (del quale vi parleremo domani), il quale riuscì a portare a termine il piano militare di occupare Trieste, cosa che lo fece diventare successivamente Eroe nazionale jugoslavo.
 
La Quarta Armata jugoslava venne costituita il 1º marzo 1945 in Croazia  ed era composta da nove divisioni distribuite su due corpi d'armata, cui si sarebbero aggiunti nella fase finale dell'offensiva anche il VIIº ed il IXº Korpus partigiano sloveno, operanti nelle retrovie tedesche in Slovenia e Croazia.
 
Il suo obiettivo era quello di raggiungere il fiume Isonzo, considerato da Tito il limite occidentale del "territorio etnico" sloveno e croato minimo da raggiungere, ma situato decisamente più ad occidente del confine italo-jugoslavo prebellico.
 
Tutti i territori collocati fra il vecchio confine e l'Isonzo erano infatti rivendicati dalla Jugoslavia e scopo esplicito dell'operazione era quello di realizzare il "fatto compiuto" dell'occupazione militare, nella convinzione che il controllo della regione contesa avrebbe reso più facile la sua assegnazione alla Jugoslavia, in sede di conferenza della pace.
 
Le basi di partenza dell'offensiva si trovavano a circa 200 chilometri a sud-est di Trieste, nella Dalmazia settentrionale e nella regione della Lika, e il piano prevedeva una rapida avanzata per la via più breve, risalendo la costa lungo la direttrice Carlopago, Segna, Cerquenizza, Sussak, Fiume. Una volta sfondate le difese tedesche attorno al capoluogo quarnerino, le unità jugoslave sarebbero potute balzare direttamente su Trieste attraversando il collo di bottiglia che sta alla base della penisola istriana.
 
Contemporaneamente, i partigiani sloveni del IXº Korpus sarebbero dovuti emergere dalla Selva di Ternova, prendere alle spalle le truppe germaniche, raggiungere l'Isonzo e collaborare alla conquista di Trieste. 
 
Il piano presentava alcune criticità, perché l'avanzata lungo la costa avrebbe costantemente esposto il fianco destro dell'armata ad eventuali contrattacchi tedeschi provenienti dal retroterra. Inoltre, tra la fine di marzo ed i primi di aprile il IXº Korpus scampò a stento alla distruzione nel corso di un'offensiva tedesca nella sella di Ternova e la sua forza d'urto ne uscì considerevolmente ridotta. 
 
Tuttavia, la priorità politica attribuita alla marcia su Trieste imponeva di correre ogni rischio pur di raggiungerla.

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