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Regione

Salari bassi e turni logoranti: il Pd chiede un contratto più attrattivo per salvare il Tpl

Luca Marsi·
Salari bassi e turni logoranti: il Pd chiede un contratto più attrattivo per salvare il Tpl

 Le problematiche legate ai disservizi registrati in maniera diffusa sul territorio e la situazione di forte difficoltà vissuta dal personale del trasporto pubblico locale (Tpl) sono le tematiche sollevate oggi in IV Commissione, riunita appunto per l'audizione in merito a gestione e programmazione del Tpl su gomma (richiesta da Pd e M5S), dai consiglieri regionali dem Massimiliano Pozzo, Nicola Conficoni, Laura Fasiolo, Massimo Mentil, Diego Moretti e Francesco Martines.

"I temi alla base della Commissione di oggi - spiega Pozzo - sono fondamentalmente due e legati tra loro. Uno è quello dei disservizi, ossia delle numerose corse saltate e che continuano a saltare nel territorio regionale e in particolare in provincia di Udine, dalla Carnia alla bassa friulana passando per le corse urbane nel capoluogo e hinterland udinese e su questo la Regione ha l'obbligo di controllare il servizio che paga con soldi pubblici. L'altro è la situazione del personale e degli autisti delle aziende alle prese con salari bassi, turni lunghi e pesanti sei giorni su sette, responsabilità, problemi crescenti di sicurezza anche rispetto ai rapporti con l'utenza. La questione è sicuramente nazionale e gli stipendi sono legati al contratto collettivo nazionale, ma ci aspettiamo che a livello regionale si sappia operare meglio e si sia più virtuosi. Serve dunque un impegno generale a migliorare le condizioni del personale e degli autisti. La Regione ha dato nel 2025 delle risorse importanti per il settore, ci aspettiamo siano utilizzate prima possibile e possano aiutare a valorizzare chi lavora". Determinante, infine, "anche l'accordo di secondo livello tra le parti aziendali e sindacali che può dare in modo strutturale migliori condizioni economiche e lavorative".

Conficoni sottolinea che "oggi abbiamo ricevuto l'ulteriore conferma della situazione di difficoltà caratterizzata da diverse corse saltate a causa della carenza di autisti, ma di fronte a questo il governo non mantiene gli impegni e i dieci milioni di euro assegnati un anno fa dalla Regione per rendere più attrattiva la professione, attualmente distribuiti di dipendenti dalla sola Atap, scadranno alla fine dell'anno. Senza un rilancio, dunque, tra 12 mesi anche questi incentivi verranno meno, con il rischio di ricadute negative sul livello di servizio proprio quando Pordenone diventerà capitale italiana della cultura".

Da parte sua, la consigliera Fasiolo evidenzia che "per far fronte a uno dei nodi principali, ossia la carenza di personale e una professione sempre meno attrattiva, la Regione, nella sua
autonomia, può e deve intervenire ad assicurare ferie, vigilare sui pagamenti tempestivi degli straordinari, un patrimonio di servizi necessario per garantire in modo ottimale il trasporto
scolastico in tutte le aree della regione. Domani ci sarà ancora più bisogno di trasporto scolastico se aspiriamo a scuole più aperte nei pomeriggi, per far fronte ai bisogni di giovani, ma
anche di una popolazione in età lavorativa e anziana". E ancora, "serve un contratto molto più attrattivo che consenta ai giovani di avvicinarsi a una professione poco ambita, ma parte di un settore strategico per tutti". Altro tema sottolineato, quello di genere: "Sempre più donne vengono reclutate in questa professione, ma andrebbe attenzionata la conciliazione tra lavoro professionale e lavoro di cura. Va data inoltre risposta alle esigenze insopprimibili di sicurezza, come è stato richiesto dalla mia interrogazione recentissima all'assessore: più
illuminazione ai terminal e alle fermate più vigilanza sugli autobus e pullman, eliminare il sovraffollamento che nasconde fenomeni frequenti di bullismo. E infine il rinnovo del parco macchine".

Per Mentil "le problematiche sono ancora più marcate per il territorio della Carnia dove, come ha confermato l'amministratore delegato di Tpl Fvg, gli autisti non vogliono andare, aggiungendosi ad altre professioni dove si registrano altre forti criticità come quella medica e infermieristica. In un settore strategico per tutti, come quello del trasporto pubblico, delle soluzioni vanno trovate perché non è pensabile certamente chiudere la Carnia". E sui servizi "resta il problema delle corse saltate senza preavviso. Le segnalazioni sono diverse e riguardano i territori di Sauris, Comeglians, Treppo Ligosullo, Fusea, la linea Timau-Tolmezzo dove si sono registrante molte difficoltà con disagi sulla popolazione e sugli utenti. Questo è un ulteriore colpo a un territorio assolutamente fragile che non può permettersi altri scossoni. C'è dunque la necessità di revisionare il sistema in maniera complessiva come è emerso dalle audizioni odierne e soprattutto è necessario cominciare a interpretare i segnali che arrivano dagli operatori per tempo, cercando di anticipare i processi e trovare quindi soluzioni più praticabili". Il capogruppo Moretti rimarca "la necessità di chiarire la definizione degli incentivi per i lavoratori delle aziende del tpl, che oggi solo l'azienda di Pordenone eroga, visto che a oggi la vigenza dello stanziamento vale fino al 2026. Una discrasia, questa, che hanno rilevato i rappresentanti sindacali". Altre questione è quella relativa all'utilizzo dei fondi contrattuali: "Va chiarito se da parte delle aziende c'è l'intenzione di trovare un accordo in modo da ovviare alle penalizzazione che vengono rilevate dai territori per completare una vicenda che si trascina da tempo. È dunque importante capire se da parte dei vertici aziendali, su questi temi, c'è un barlume di prospettiva di chiusura di un accordo, sul quale la Regione la propria parte l'ha fatta".

Martines, ricordando "le interrogazioni presentate in passato sui problemi della piena integrazione tra orari scolastici e servizio Tpl nella Bassa Friulana e territorio a cavallo con la vicina
area del goriziano (da dove provengono molti studenti frequentanti l'Isis della Bassa Friulana)", sottolinea che "le disfunzioni creano problemi ai ragazzi, i quali in assenza di servizio svolto dalle famiglie, in alcune occasioni restano fermi a scuola per qualche ora in attesa del prossimo passaggio del bus di linea. Mi son fatto carico di un collegamento fra direzione
scolastica e Regione per cercare una condivisione nelle scelte, tali che contemperassero i programmi didattici con le esigenze operative del servizio tpl. La scelta dell'orario su cinque
giorni fatta recentemente dall'Isis Bassa Friulana, seppur non condiviso da tutto il mondo insegnanti (perché si ha paura delle ripercussioni sui risultati), potrebbe essere una soluzione che elimini almeno le disfunzioni legate soprattutto al trasporto scolastico".
ACON/COM/rcm

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