Trieste, oltre cento firme per salvare il boschetto di via Verga: «Il Comune rinunci alla vendita»

Fermare la vendita del terreno comunale tra via Giovanni Verga e vicolo dei Roveri e trasformare il boschetto spontaneo in un giardino pubblico di prossimità. È la richiesta al centro della petizione che ha già raccolto oltre un centinaio di firme, presentata questa mattina, sabato 31 ottobre, durante una conferenza stampa in via Verga 15.
A promuovere l’iniziativa sono Rossana Zagaria, del Partito Democratico, e Leo Brattoli, di Adesso Trieste, rappresentanti delle opposizioni nella VI Circoscrizione, insieme ai cittadini del rione. La richiesta rivolta al Comune di Trieste è di stralciare l’area dal Piano delle alienazioni, conservarne la proprietà pubblica e salvaguardarne il patrimonio verde.
Il terreno edificabile e il timore di nuove costruzioni
Secondo quanto riportato nel comunicato dei promotori, la dismissione del terreno è programmata entro il 2026 e il vigente Piano Regolatore classifica la particella come edificabile.
È questa prospettiva ad alimentare la mobilitazione: i firmatari temono che la vendita a privati possa aprire la strada a nuovi interventi edilizi, con la perdita del piccolo bosco cresciuto spontaneamente negli anni.
«In un quartiere densamente popolato come il nostro, l’alienazione di questo lotto comporterebbe soltanto danni alla qualità della vita: la cancellazione dell’ennesimo polmone verde, un ulteriore appesantimento del traffico e una saturazione insostenibile dei parcheggi lungo via Verga», sostengono i promotori.
Nella loro valutazione, il beneficio economico della vendita non compenserebbe la perdita ambientale: «A fronte di un’entrata economica irrisoria ed effimera per le casse comunali, la città perderebbe un presidio ecologico prezioso».
Un possibile rifugio climatico indicato dalla Circoscrizione
Tra gli elementi richiamati a sostegno della petizione c’è anche un precedente passaggio istituzionale. Il boschetto, riferiscono Zagaria e Brattoli, rientra nell’elenco dei possibili rifugi climatici individuati da una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio della VI Circoscrizione.
L’iniziativa richiama quindi il ruolo che le piccole aree verdi possono svolgere durante le ondate di calore estive. I promotori sottolineano, in particolare, il contributo della vegetazione alla mitigazione delle temperature, all’assorbimento degli inquinanti e al benessere dei residenti.
La tutela del boschetto viene così proposta come una scelta legata alla qualità della vita quotidiana e alla possibilità di mantenere spazi verdi vicini alle abitazioni, accessibili alla popolazione del quartiere.
Il collegamento con il Parco di San Giovanni e il Farneto
Il comunicato attribuisce all’area anche un valore di continuità ecologica con i sistemi verdi del Parco di San Giovanni e del Bosco del Farneto.
Alberi e siepi, evidenziano i promotori, offrono riparo e risorse alimentari all’avifauna locale. Nel documento vengono richiamati passeriformi di bosco e giardino, picchi e rapaci, a sostegno della richiesta di conservare integralmente l’area.
La petizione punta dunque a far riconoscere il boschetto come parte del patrimonio ambientale del rione, valorizzandone le relazioni con gli spazi verdi circostanti.
La proposta di un giardino pubblico progettato con i residenti
La richiesta al Comune comprende anche una proposta per il futuro del terreno: mantenere la proprietà pubblica e avviare un percorso di valorizzazione insieme ai cittadini.
L’obiettivo indicato da Zagaria e Brattoli è realizzare un giardino pubblico di prossimità, preservando il boschetto e rendendolo una risorsa per il quartiere. Tra le ipotesi avanzate figura anche un percorso pedonale che colleghi via Verga con il Parco di San Giovanni.
Si tratta della prospettiva proposta dai promotori, che chiedono all’Amministrazione di rinunciare alla vendita e aprire un confronto sull’utilizzo pubblico dell’area.
Dove e quando firmare la petizione
La raccolta delle adesioni prosegue nel rione. Dal 4 novembre sarà possibile firmare presso la sede dello Spi Cgil di via San Cilino 40/2, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.
Le firme sostengono la richiesta di fermare l’alienazione, mantenere il terreno nel patrimonio comunale e costruire con i residenti un progetto per la sua tutela e valorizzazione.
Articoli correlati
PoliticaTrieste, Machnich (Punto Franco): «Mi impegnerò per accompagnare il centrosinistra alla vittoria»
«Io mi impegnerò per accompagnare il centro sinistra alla vittoria nelle prossime elezioni amministrative». Martina Machnich, consigliera della IV Circoscrizione di Punto Franco , affida a un post pubblico la propria posizione sul percorso
PoliticaTrieste, 268 firme per Gialuz sindaco: «Non possiamo permetterci altri cinque anni senza una direzione»
Un appello civico a sostegno di Mitja Gialuz per la guida di Trieste, accompagnato da un elenco di 268 firmatari e aperto a nuove adesioni. Il documento, intitolato «Trieste ha le energie per cambiare. Uniamole» , invita cittadini, forze so
PoliticaTrieste, allarme medici di base a Melara. Salvati: «Nessun nuovo inserimento dal 1° novembre»
Nessun nuovo medico di base previsto a Melara dal 1° novembre, mentre altri professionisti saranno disponibili in diverse zone di Trieste. È quanto denuncia il consigliere del PD Luca Salvati , che questa mattina ha partecipato a una confer
PoliticaIl messaggio di Russo: «La politica come servizio alla comunità, questa è la vittoria più grande»
Francesco Russo ringrazia chi gli ha espresso vicinanza e affida ai social una riflessione sul significato della propria scelta e sul modo di vivere l’impegno politico. Al centro del messaggio ci sono la coerenza, l’affetto ricevuto e l’ide
