Energie rinnovabili: Rosolen, "competenze e cooperazione per il futuro"

"La transizione energetica non si costruisce soltanto con i megawatt e le infrastrutture, ma con le competenze, la cooperazione e una cultura contemporanea capace di tenere insieme ambiente, economia e geopolitica". Lo ha affermato l'assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, Alessia Rosolen, intervenendo oggi all'inaugurazione della 12. edizione della Scuola di introduzione alle energie rinnovabili (Sier) dell'Università di Udine. L'iniziativa propone un'analisi aggiornata delle principali
tecnologie legate alle energie rinnovabili, del loro funzionamento e sviluppo, insieme a un approfondimento sui mercati internazionali e locali. Il percorso formativo, che coinvolge una trentina di partecipanti, proseguirà fino al 26 settembre. L'edizione 2026 segna un ulteriore passo nel percorso di internazionalizzazione della Scuola, grazie alla partnership con il progetto europeo Across. Sono infatti dieci i partecipanti provenienti da Bosnia ed Erzegovina, Polonia e Slovenia, che si aggiungono agli iscritti provenienti dal territorio regionale e nazionale. L'assessore ha quindi evidenziato il valore delle reti internazionali e della cooperazione scientifica, ricordando il ruolo di realtà come l'International School for Advanced Studies e il sistema della ricerca regionale, nonché le progettualità sviluppate dal Friuli Venezia Giulia con Slovenia e Croazia.
"Ringrazio tutti i presenti - ha aggiunto Rosolen - perché questa iniziativa rappresenta bene la capacità del Friuli Venezia Giulia di costruire nel tempo relazioni internazionali e di mettere insieme docenti ed esperti del mondo dell'energia. Il nostro sistema scientifico e dell'innovazione ha saputo guardare al futuro del territorio attraverso la collaborazione tra università, ricerca, formazione, economia e istituzioni". L'assessore ha quindi evidenziato il valore delle reti internazionali e della cooperazione scientifica, richiamando le progettualità sviluppate dal Friuli Venezia Giulia con Slovenia e Croazia. "North Adriatic Hydrogen Valley (NAHV), il progetto transnazionale che unisce Friuli-Venezia Giulia, Slovenia e Croazia - ha spiegato Rosolen - è un esempio di come la cooperazione possa essere costruita oltre che soltanto sul piano scientifico, anche su quello delle relazioni internazionali, delle infrastrutture e, soprattutto, della formazione. È proprio la capacità di costruire percorsi formativi multidisciplinari e interdisciplinari che ci permette di preparare le persone che dovranno occuparsi del nostro futuro".
Nel suo intervento Rosolen ha richiamato anche la posizione geopolitica del Friuli Venezia Giulia, sottolineando la necessità per la regione di interpretare questa collocazione come un'opportunità e di rafforzare il proprio ruolo nei rapporti internazionali. "Credo che il Friuli Venezia Giulia debba scegliere di non essere periferia, ma di essere centro, anche dal punto di vista energetico e spazio di connessione. La nostra posizione geopolitica merita attenzione e può diventare un elemento attraverso il quale rafforzare il ruolo della regione nelle relazioni europee e internazionali". Rispetto alla transizione energetica, l'esponente della Giunta regionale ha posto l'accento sul tema della sicurezza energetica, che comprende costi, rotte, approvvigionamenti e dipendenze internazionali. "L'idea delle rinnovabili - ha osservato - non può essere ricondotta esclusivamente alla politica climatica. Le energie rinnovabili servono certamente a ridurre la nostra dipendenza energetica, ma anche a costruire nuove infrastrutture e nuove condizioni di autonomia. Non eliminano necessariamente la dipendenza da altri Paesi, ma possono trasformarne la natura e renderla più sostenibile e diversificata".
Per Rosolen, inoltre, la nuova competizione energetica globale non riguarda soltanto la tecnologia, ma sempre più la capacità industriale e la cooperazione tra Stati. "La vera competizione sul piano energetico non è soltanto tecnologica, ma industriale. Sono due dimensioni diverse. In questo scenario la cooperazione tra Stati è fondamentale per trasformare le vulnerabilità dei singoli Paesi in una capacità europea di risposta. Ed è proprio la cooperazione uno degli elementi che può permetterci di affrontare le sfide che abbiamo davanti". Un ulteriore elemento di riflessione riguarda il crescente fabbisogno energetico determinato dalle nuove tecnologie, dai dati all'intelligenza artificiale, e dalle stesse infrastrutture scientifiche. "Anche su questo dobbiamo muoverci con velocità - ha detto l'assessore -. Penso, ad esempio, al grande parco fotovoltaico ideato per alimentare le infrastrutture di ricerca di Elettra Sincrotrone Trieste, situato all'interno del campus di Basovizza di Area Science Park, per il quale è stata recentemente posata la prima pietra. Infrastrutture scientifiche che, per loro stessa natura, sono energivore e hanno bisogno di un mix energetico nel quale le rinnovabili possano garantire la necessaria complementarità".
Infine, Rosolen ha richiamato la necessità di una maggiore capacità di risposta da parte delle istituzioni e del legislatore rispetto alla velocità con cui evolvono tecnologia, energia e innovazione. "Non possiamo più permetterci di immaginare soltanto norme costruite sui singoli settori. Viviamo in un sistema di relazioni e di innovazione che procede a una velocità tale da imporci una capacità normativa trasversale, capace di mettere in relazione ambiti diversi: dall'energia allo spazio, dal mondo subacqueo alle nuove tecnologie. È una sfida che richiede competenze e multidisciplinarietà anche nella capacità di governare i cambiamenti". "La Scuola sulle energie rinnovabili - ha concluso Rosolen - offre proprio questa possibilità: uscire dagli spazi accademici e costruire una visione più ampia, trasversale e multidisciplinare. È di questo che abbiamo bisogno per affrontare il futuro". Presenti alla cerimonia di inaugurazione anche la direttrice della Scuola, Marina Cobal, il rettore dell'Università di Udine, Angelo Montanari, i direttori dei dipartimenti Politecnico di ingegneria e architettura, Alessandro Gasparetto, e Scienze matematiche, informatiche e fisiche, Alberto Marcone, l'assessore all'Ambiente, energia, orti urbani e contratti di fiume del Comune di Udine, Eleonora Meloni, il presidente del Consorzio Friuli Energia di Confindustria Udine, Marco Bruseschi, e dei rappresentanti delle aziende partner. La Scuola è organizzata dal Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura dell'Università di Udine, in collaborazione con l'Università e il Centro internazionale di fisica teorica di Trieste e la sezione triestina dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).
La mattinata è proseguita con due relazioni dedicate ad alcuni dei temi centrali della transizione energetica. Filippo Giorgi, del Centro internazionale di fisica teorica "Abdus Salam" (Ictp) di Trieste, è intervenuto sulle sfide legate al cambiamento climatico con la relazione "The new climate and the challenges ahead". Alessandro Trovarelli, dell'Università di Udine, ha affrontato il tema dell'idrogeno come fonte energetica con "Decarbonising with hydrogen: promise vs reality".
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