Wartsila, Fim-Fiom-Uilm: "Ritirare procedura, tutelare lavoro!!"
Ritirare la procedura avviata da Wartsila per lo stabilimento di San Dorligo della Valle che prevede la cessazione della produzione con conseguenti 450 lavoratori. E' quanto ribadiscono Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm dalla manifestazione in corso a Trieste e in vista del tavolo convocato al Mise il 7 settembre. "La multinazionale ha pugnalato alle spalle non solo i lavoratori della Wartsila ma dell'intero paese - ha osservato il segretario generale della Fiom, Michele De Palma - perché mentre le persone andavano a lavorare e le istituzioni a tutti i livelli davano soldi al management della Wartsila per fare investimenti, loro mettevano in tasca decine di milioni di euro e preparavano la delocalizzazione. Quindi il 7 settembre si devono ritirare i licenziamenti, poi si aprirà la discussione". "Questa è una manifestazione nazionale - ha aggiunto il segretario generale della Fim Roberto Benaglia - risolvere a Trieste la vicenda Wartsila significa anche dare un segnale che l'industria non è di fronte al deserto, ma può essere mantenuta in Italia con grande capacità e competitività. Oggi deve essere una giornata di svolta, che porti a partire dal 7 settembre la multinazionale a spiegare la situazione e trovare soluzioni di continuità industriale e occupazionale". In questa vertenza, ha sottolineato il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, c'è qualcosa che "grida vendetta: una fabbrica produttiva, che ha mercato, vuole chiudere. Non c'è una ragione vera se non quella di una logica finanziaria dove le multinazionali decidono di spostarsi a seconda di ragioni economiche e finanziari. Vogliamo ottenere la sospensione della procedura: noi siamo disponibili a discutere a una condizione, che il lavoro venga al primo posto". Infine, ha concluso De Palma, "è necessario un provvedimento da parte del Governo che blocchi le delocalizzazioni". (ANSA). FMS
Wartsila, Fedriga: "A Trieste si difende l'industria dell'intero Paese"
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