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Politica

Trieste, Paglia (PD) sul tetto agli alunni stranieri: «Il limite del 30% c’è già dal 2010»

redazione·
Trieste, Paglia (PD) sul tetto agli alunni stranieri: «Il limite del 30% c’è già dal 2010»

Maria Luisa Paglia, segretaria provinciale del Partito Democratico di Trieste, interviene sull'annuncio di Giorgia Meloni relativo al tetto agli alunni stranieri nelle classi e contesta l'idea che si tratti di una novità. Secondo Paglia, infatti, il limite del 30% degli studenti con cittadinanza non italiana è già previsto da una circolare ministeriale da oltre quindici anni.

«Meloni annuncia il tetto agli alunni stranieri nelle classi. Una novità? Non proprio: c'è già dal 2010», scrive Paglia nel suo intervento.

Una posizione con cui la segretaria provinciale dem porta il confronto soprattutto sul terreno dell'applicazione concreta delle regole e delle risorse a disposizione delle scuole.

«Sarebbe bastata una telefonata a un dirigente scolastico»

Paglia apre il proprio ragionamento con una critica diretta all'annuncio.

«Forse prima di fare l'annuncio sarebbe bastata una telefonata a un dirigente scolastico. Cinque minuti, anche meno».

Secondo quanto sostiene la segretaria provinciale del PD, il «famoso limite del 30% di alunni con cittadinanza non italiana» sarebbe già contemplato da una circolare ministeriale.

Da qui la domanda posta dalla stessa Paglia: se questa soglia esiste già, perché non viene semplicemente applicata?

L'esempio della scuola primaria

Per spiegare le difficoltà che, a suo giudizio, emergerebbero nell'applicazione rigida di una percentuale, Paglia utilizza l'esempio di una scuola primaria di quartiere.

Immagina una zona nella quale molti bambini devono iscriversi alla scuola del territorio. Una volta raggiunto il 30% di studenti stranieri, si chiede cosa dovrebbe accadere al bambino che arriva subito dopo.

«Tu no, abbiamo finito i posti per gli stranieri. Vai in un'altra scuola?», domanda.

Il problema, secondo Paglia, si sposterebbe immediatamente sulla destinazione alternativa: «E dove? A tre chilometri da casa? E se anche lì hanno raggiunto il 30%?».

Paglia: «I bambini non sono pacchi da distribuire nei magazzini»

È a questo punto che arriva uno dei passaggi più netti dell'intervento della segretaria provinciale dem.

«Non funziona così. I bambini non sono pacchi da distribuire nei magazzini».

Paglia mette quindi in discussione un approccio basato esclusivamente sulla percentuale degli studenti con cittadinanza straniera, sottolineando come la realtà delle classi possa essere molto più articolata.

In particolare, evidenzia un aspetto che considera essenziale: possedere una cittadinanza straniera non significa automaticamente non conoscere l'italiano.

«Ci sono bambini nati e cresciuti in Italia che parlano italiano come tutti i loro compagni», osserva.

«Il problema vero è quando un bambino non conosce l’italiano»

Secondo Paglia, la questione centrale dovrebbe essere affrontata partendo dalle effettive esigenze degli studenti.

«Il problema vero esiste ed è un altro: quando arrivano bambini che non conoscono la lingua italiana, la scuola deve avere gli strumenti per permettere loro di impararla rapidamente e partecipare pienamente alla vita della classe».

La segretaria provinciale del PD sposta quindi l'attenzione dalla cittadinanza alla conoscenza della lingua e alla capacità della scuola di favorire l'inserimento degli studenti.

Italiano L2, mediatori e più risorse

Paglia indica anche quali sarebbero, dal suo punto di vista, gli strumenti sui quali investire.

«Servono quindi italiano L2, mediatori linguistico-culturali, docenti, risorse e una seria programmazione territoriale».

Per l'esponente dem sono queste le misure che consentirebbero di affrontare concretamente le difficoltà che possono emergere nelle classi.

«Queste sono politiche di integrazione», sintetizza.

Il punto sostenuto da Paglia è quindi quello di accompagnare l'inserimento scolastico attraverso strumenti linguistici, personale e programmazione, evitando di ridurre la questione alla sola percentuale di studenti con cittadinanza non italiana.

La conclusione: «Prima del prossimo annuncio chiamerei un dirigente scolastico»

Nella parte conclusiva del suo intervento Paglia torna direttamente sul terreno dello scontro politico.

«Sarebbe intanto opportuno occuparsi delle bollette e dei veri problemi degli italiani», scrive.

Poi la chiusura, ancora una volta rivolta all'annuncio sulla scuola: «Per il resto, prima del prossimo grande annuncio sulla scuola, un dirigente scolastico lo chiamerei».

Una posizione con cui Maria Luisa Paglia entra nel confronto sul tetto agli alunni stranieri mettendo al centro non soltanto i numeri, ma soprattutto le difficoltà pratiche delle scuole, la conoscenza dell'italiano e gli strumenti necessari per favorire l'integrazione.

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