Trieste, opposizioni: “Aggressioni fasciste contro antifascisti, maggioranza evita dibattito”

Le forze di opposizione presenti in Consiglio comunale tornano ad attaccare la maggioranza sui fatti avvenuti il 19 maggio scorso a Trieste e contestano la decisione di respingere la richiesta di urgenza relativa a una mozione dedicata agli episodi verificatisi durante la commemorazione di Almerigo Grilz.
A firmare la nota sono Riccardo Laterza (Adesso Trieste), Paolo Altin (Lista Russo Punto Franco), Alessandra Richetti (Movimento 5 Stelle) e Giovanni Barbo (Partito Democratico), che parlano di una scelta politica grave da parte della maggioranza.
“Aggrediti antifascisti, giornalisti e cittadini”
Secondo i consiglieri di opposizione, il documento riproposto in Conferenza dei Capigruppo aveva l'obiettivo di ottenere una presa di posizione ufficiale del Consiglio comunale dopo quanto accaduto il 19 maggio.
Nel comunicato gli esponenti politici sostengono che alcuni partecipanti alla manifestazione fascista di via Paduina avrebbero aggredito antifascisti, giornalisti e cittadini presenti nell'area di viale XX Settembre.
Per questo motivo la mozione chiedeva una condanna delle aggressioni e dei comportamenti ritenuti incompatibili con il confronto democratico, oltre a una presa di posizione nei confronti di manifestazioni che, secondo i proponenti, riproporrebbero contenuti di carattere fascista.
Le accuse alla maggioranza
Secondo Laterza, Altin, Richetti e Barbo, il respingimento dell'urgenza dimostrerebbe una sottovalutazione di quanto avvenuto.
Nel mirino dell'opposizione finisce quella che viene definita la mancanza di volontà di affrontare il tema in aula consiliare. I firmatari ritengono infatti che i fatti del 19 maggio meritino ancora oggi una discussione pubblica e una chiara presa di posizione istituzionale.
Nel comunicato vengono richiamati anche i saluti romani documentati durante la commemorazione e le aggressioni denunciate nei confronti di manifestanti e operatori dell'informazione.
Il dibattito resta aperto
A distanza di un mese dagli episodi che hanno acceso il confronto politico cittadino, la questione continua a dividere maggioranza e opposizione.
I consiglieri firmatari ribadiscono la necessità di una condanna istituzionale degli episodi contestati e chiedono che il Consiglio comunale possa discutere nel merito la mozione depositata.
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