mercoledì 5 agosto 2026
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Politica

Strage di Vergarolla, i dubbi di Sinistra in Comune: "Sia fatta la dovuta chiarezza"

Luca Marsi·
Pubblichiamo da Sinistra in Comune Trieste
 
Nell’anniversario della strage di Vergarolla abbiamo sentito e letto le prese di posizione di molti politici locali che chiedono si faccia luce su questa tragedia. Noi non possiamo che unirci a tale richiesta.
 
Ricordiamo che il 18 agosto 1946 sulla spiaggia di Vergarolla, presso Pola, un’esplosione di mine lì accatastate dopo la bonifica causò un centinaio di morti e un numero imprecisato di feriti tra i partecipanti a una festa popolare. La prima domanda che sorge: perché gli organizzatori avevano scelto di fare svolgere la festa accanto a queste mine, ancora cariche di tritolo? E perché le autorità alleate (la città di Pola era amministrata dagli angloamericani) lo avevano permesso?
Negli anni si è cercato di attribuire la responsabilità di questo attentato (peraltro non è escluso che sia stato un incidente) all’Ozna jugoslava che avrebbe voluto terrorizzare gli italiani per cacciarli da Pola. Ma il 26 luglio dello stesso anno (ben prima della strage) il CLN di Pola «aveva raccolto 9.496 dichiarazioni familiari scritte, per conto di 28.058 abitanti su un totale di 31.000, di voler abbandonare la città se questa dovesse venir assegnata alla Jugoslavia»: quale motivo avrebbero avuto gli Jugoslavi di “terrorizzare” la popolazione italiana, se la quasi totalità di essa aveva comunque già deciso di andare via?
 
Si fa poi spesso riferimento a una “informativa” reperita negli archivi londinesi, che “inchioderebbe” l’Ozna: in realtà il documento dei servizi britannici si limita a riferire le “voci” che a Trieste attribuivano la responsabilità dell’attentato a certo Giuseppe Kovacich, peraltro mai identificato.
 
Anche sull'innesco delle mine le cose non sono state accertate: le modalità di innesco erano conosciute solo da coloro che le avevano in uso, e cioè francesi e inglesi, e poi italiani della Decima Mas (che aveva una base a Brioni). 
Infine consideriamo che gli Jugoslavi, impegnati a Parigi a far valere le proprie ragioni in merito ai crimini commessi durante l’occupazione nazifascista delle loro terre, non avrebbero tratto alcun profitto dall’avere messo in atto un’azione abietta come una strage di civili.
 
Auspichiamo quindi che si facciano finalmente delle serie indagini su questo fatto, eliminando i pregiudizi basati su motivazioni ideologiche che purtroppo vengono reiterati ogni anno in occasione di questo triste anniversario.

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