sabato 25 luglio 2026
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Politica

Siulp: "Continue aggressioni ai danni degli autisti dei mezzi di linea non sono più tollerabili"

Luca Marsi·
Pubblichiamo dal Segretario Regionale SIULP Fabrizio MANIAGO
 
 
"I recenti fatti di cronaca afferenti le continue aggressioni ai danni degli autisti dei mezzi di linea non  sono più tollerabili.
 
Sono almeno cinque anni che il SIULP segnala con inquietudine un crescendo  di violenze perpetrate in danno degli operatori delle forze di polizia, delle helping professions e di  tutti coloro i quali, svolgono dei servizi di pubblica utilità a beneficio della collettività intera.
 
Il  SIULP, con ferma indignazione, lamentava la sottovalutazione del fenomeno da parte della politica,  incapace non solo di impedirne la degenerazione cercando di analizzarne le cause sociali ed adottando corrispondenti misure di prevenzione, intervenendo sugli enti educativi.
 
Ma pure denunciando come a causa della indolente inerzia del legislatore, non fosse stato trovato lo spazio  per introdurre disposizioni normative in grado di esercitare una qualche forma di dissuasione e, non  di meno, di eventuale severa repressione.
 
A distanza di cinque anni non si avverte alcun sintomo di   inversione di tendenza.
 
Nel frattempo – come riscontriamo quotidianamente sul campo - le  aggressioni non solo sono aumentate quantitativamente, ma anche da un punto di vista qualitativo si  stanno registrando una sempre maggiore efferatezza esecutiva.
 
Il SIULP Friuli Venezia Giulia  esprime la più totale  solidarietà agli autisti degli autobus di tutta la Regione e concorda assolutamente con la posizione  espressa dal Segretario Regionale CISL trasporto pubblico PITTELLI.
 
Sul punto però dobbiamo  fare ancora un passo in avanti tutti insieme. Le telecamere su tutti i mezzi sono un ottimo strumento processuale, ma non servono ad interrompere l’aggressione in atto, sull’autobus, in ospedale, in un  qualsiasi esercizio commerciale.
 
Ottima la richiesta di dotare tutti i mezzi del posto di guida isolato e sicuro. Ottimi gli accordi, l’intensificazione della vigilanza da parte delle forze dell’ordine, i pulsanti SOS sulle vetture che consentono di lanciare un pronto allarme alle sale operative.
 
Accanto  a questo è necessario ed urgente un intervento del legislatore sul versante del diritto penale  sostanziale e processuale. La mancanza di una specifica norma incriminatrice, ovvero di certezza   punitiva, per perseguire con adeguata afflittività chi scientemente perpetra azioni di violenza nei  confronti di rappresentanti dello Stato, degli esercenti un pubblico servizio ovvero un servizio di  pubblica - necessità sollecitata dal SIULP anche con una raccolta di firme a sostegno di un progetto di legge popolare - può innescare una iperbole pericolosissima.
 
Perché una volta sdoganato il  principio che le aggressioni ai pubblici funzionari ed a chi svolge un servizio di pubblica utilità a   beneficio di tutti i consociati non desta allarme sociale, il passaggio successivo è quello della diretta  minaccia alle istituzioni con azioni eversive.
 
Oggi sulla strada i reati di interruzione di un pubblico  servizio, percosse, lesioni (ovviamente lievi), minacce non svolgono quell’effetto deterrente e dissuasivo a protezione di chi svolge compiti di pubblico interesse. A tacer d’altro che l’ingiuria è  stata altresì depenalizzata nel 2016 lasciando a chi subisce la pesante offesa gratuita la valutazione  di intraprendere o meno una lunga incerta battaglia legale in sede civile.
 
Tutto ciò porta ad un totale senso di impunità che non è più tollerabile nella maniera più assoluta. È necessario intervenire  legislativamente per rafforzare su vari fronti la percezione di sicurezza dei cittadini, attraverso la salvaguardia e la difesa di chi, ogni giorno, lavora per assicurare il funzionamento della macchina pubblica in tutte le sue declinazioni, al servizio dei cittadini delle Istituzioni e dell’intera collettività.
 
L’allarme sociale conseguente al susseguirsi di eventi di gravissima efferatezza in danno delle forze dell’ordine, del personale sanitario nel sistema di lavoro pubblico e privato, degli insegnanti, degli  autisti degli autobus e delle autoambulanze è diventato consuetudine sulla base di una totale impunità.
 
Una deriva che può essere fermata solo attraverso l’introduzione anche per mere finalità  dissuasive, di norme che colpiscono gli autori di tali fatti. La proposta di legge che si vuol rilanciare  potrebbe essere di questo tenore  “Chiunque aggredisce fisicamente un appartenente alle forze  dell’ordine e del soccorso pubblico o di un incaricato di pubblico servizio di pubblica utilità  nell’esercizio delle sue funzioni, in deroga alle normi vigenti, soggiace alla reclusione in carcere o,   in alternativa, alla misura dell’affidamento ai lavori sociali se non recidivo e se ha risarcito i danni  prodotti”.
 
Una   norma   diretta   che   comunichi   un   messaggio   inequivocabile:   Alzi le mani? Vai in Galera. Leggere e prendere atto che giovani autisti lasciano il lavoro perché  oggetto di ingiustificate aggressioni non è da Paese civile".
 

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