Scuola, Azzolina: «Per evitare che le scuole richiudano fondamentale il distanziamento»
La ministra Lucia Azzolina, in un’intervista al settimanale Oggi, spiega nel dettaglio la modalità di riapertura che ha in mente per le scuole italiane. La responsabilità partirà dalle famiglie, che prima di uscire di casa, ogni mattino, dovranno misurare la temperatura corporea dei propri figli, «Immaginiamo cosa accadrebbe se un ragazzo con la febbre, potenzialmente positivo, prendesse l'autobus o si fermasse in fila davanti a scuola in attesa di misurare la temperatura» spiega «Bisogna controllare prima. Rafforzeremo comunque il rapporto Scuola-Sistema sanitario. Ci saranno referenti nei presidi medici territoriali che supporteranno le scuole per la gestione degli aspetti sanitari. Non lasciamo soli i dirigenti scolastici, abbiamo anche attivato un help desk».
Di pochi giorni fa la firma del Protocollo per i casi di positività, e presto il ministero della salute pubblicherà un documento per dare un pacchetto di indicazioni complete. Il ministro chiede uno scatto decisivo da parte degli Enti locali, che sono i proprietari degli edifici scolatici, per trovare soluzioni a favore di quel 15% di ragazzi per i quali sarà necessario trovare spazi alternativi. «Hanno avuto risorse e poteri straordinari per individuare altri spazi per la didattica» spiega riferendosi a Comuni e Province «Abbiamo scritto loro per sollecitarli».
Ci si prepara a un anno scolastico molto impegnativo, «siamo l'unico Paese europeo a lavorare sul distanziamento. Gli altri si accontentano della mascherina. L'Italia no. Le scuole non devono richiudere» e aggiunge «Inizialmente la protezione sarà un sacrificio importante, ma necessario. Dove il distanziamento c'è, la mascherina si può abbassare, seduti al banco. Vale poi la pena di ricordare che non è stata prevista sotto i 6 anni, per i più piccoli».
Sono oltre due milioni i banchi in arrivo, e purtroppo alcune aziende vincitrici del bando non riusciranno a consegnarli entro settembre «Comprare 2,4 milioni di banchi è un risultato enorme» spiega «I banchi arriveranno anche a settembre e saranno un punto di forza delle nostre scuole, che potranno finalmente innovarsi dopo anni di tagli. Mai lo Stato aveva investito sugli arredi, i genitori e coloro che stanno nella scuola lo sanno bene. In troppi hanno usato i banchi come strumento per polemizzare e allarmare le famiglie. Per ironizzare. Facendo male non al governo o a me, ma alla scuola, togliendo serenità al lavoro di queste ore. Dicevano gara deserta, avremo oltre 2 milioni di banchi».
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