domenica 8 novembre 2026
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Politica

Russo: «Pietre e petardi non sono disobbedienza civile, battaglie si fanno rispettando regole»

redazione·
 Russo: «Pietre e petardi non sono disobbedienza civile, battaglie si fanno rispettando regole»

Una presa di posizione netta sui fatti avvenuti a Trieste. Francesco Russo interviene sulle tensioni che hanno accompagnato la manifestazione di venerdì 6 novembre e, pur riconoscendo come «condivisibile e legittima» la richiesta di trovare una soluzione, condanna senza esitazioni le modalità adottate da una parte dei manifestanti.

«Flex, pietre e petardi scagliati ad altezza uomo contro agenti e giornalisti, caschi in testa», scrive Russo, sottolineando come, a suo giudizio, quanto accaduto non possa essere considerato una forma di disobbedienza civile.

«La maggior parte aveva sicuramente intenzioni pacifiche»

Russo distingue però tra la maggioranza dei partecipanti e chi avrebbe preso parte agli episodi più violenti.

«La maggior parte dei manifestanti aveva sicuramente intenzioni pacifiche», afferma, aggiungendo però che si trattava di «una manifestazione non comunicata alla Questura» e che questo, secondo la sua valutazione, «li fa passare dalla parte del torto».

L'esponente del centrosinistra ribadisce di volersi battere sempre per il diritto di chiunque a manifestare le proprie idee, comprese quelle più lontane dalle sue, ponendo però una condizione precisa: «Nel rispetto delle regole».

Russo: «Se fossero stati gruppi di destra, la sinistra si sarebbe indignata»

Il passaggio politicamente più forte riguarda proprio il centrosinistra.

«Se gruppi di destra avessero organizzato una manifestazione non autorizzata per forzare un bene pubblico oggi tutta la sinistra si indignerebbe. A ragione», scrive Russo.

Da qui il richiamo alla propria area politica: «Non possiamo essere timidi solo perché la richiesta di trovare una soluzione è condivisibile e legittima. Le modalità sono state sbagliate».

Per Russo, essere di centrosinistra non significa quindi giustificare automaticamente chi manifesta per una causa condivisa, ma difendere determinati principi anche quando, secondo la sua valutazione, a violarli è qualcuno politicamente o culturalmente vicino.

«Le battaglie si fanno in piazza e nelle istituzioni»

Russo difende il diritto alla protesta, anche aspra, ma ribadisce il confine che a suo giudizio non deve essere oltrepassato.

«Le battaglie, anche aspre, si fanno in piazza e nelle istituzioni, ma rispettando le regole», sottolinea.

La conclusione del suo intervento è ancora più esplicita e non lascia spazio a interpretazioni sulla posizione assunta dopo quanto accaduto.

«Sto senza dubbio con le forze dell’ordine»

«Se oggi devo scegliere da che parte schierarmi, lo faccio senza dubbio con le forze dell’ordine», afferma Russo.

Secondo Russo, in quanto avvenuto quella sera valori come «la difesa del bene pubblico, la tutela del territorio, la difesa dei valori democratici e costituzionali» sarebbero stati rappresentati dalle forze dell'ordine e «non dai manifestanti che con caschi in testa tiravano pietre e petardi».

Una posizione destinata ad alimentare ulteriormente il confronto politico triestino sui fatti del 6 novembre, soprattutto perché arriva dall'interno del centrosinistra e accompagna alla condanna delle violenze il riconoscimento della legittimità della richiesta di trovare una soluzione al problema sollevato dai manifestanti.

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