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Politica

"Salvare la pineta di Cattinara significa anche salvare il Burlo"

Luca Marsi ·
Pubblichiamo da Paolo Radivo Comitato spontaneo per la Pineta di Cattinara - Comitato Alberi Trieste - Comitato Altura-Cattinara
 
L’aver dato il via libera alla fusione strutturale tra ospedale materno-infantile Burlo Garofolo e ospedale per adulti di Cattinara sul suolo di proprietà dell’ASUGI ha posto le basi oggettive per una fusione anche tra le rispettive aziende. La fusione aziendale sarebbe la logica conseguenza di quella fisica. Una volta avvenuta la seconda, diverrebbe sempre più difficile evitare la prima. Hai voglia a erigere barricate per salvare l’indipendenza aziendale ma non quella fisica!
 
Il problema dunque sta a monte, non a valle. Mettere in comune a Cattinara i reparti di radiologia, ostetricia e chirurgia dell’ospedale pediatrico con quelli dell’ospedale per adulti e insediare i laboratori di ricerca dell’IRCCS nel costruendo padiglione servizi aziendali dell’ASUGI costituirebbe già un declassamento pratico dell’IRCCS e una sua annessione sostanziale all’ASUGI.
 
La scelta di spostare il Burlo da via dell’Istria ha già comportato lunghi anni di pernicioso sottofinanziamento di Stato e Regione alla sede storica. Ora però l’investimento di milioni di euro che la Regione ha fatto dal 2020 per ammodernare gli edifici esistenti, efficientarli sul piano energetico ed acquisirne tre nuovi accanto ha messo oggettivamente in discussione il senso stesso del trasloco. Tanto più se poi le palazzine vecchie e nuove di via dell’Istria appena tirate a lucido fossero chiuse e messe in vendita, come vorrebbe la Regione.
 
A Cattinara l’IRCCS non troverebbe più spazio di quanto ne ha ora, ma solo molti più posti macchina che posti letto. Peraltro la carenza di parcheggi in via dell’Istria si è già ridotta con la recente acquisizione di nuovi parcheggi dall’Opera San Giuseppe e con l’ultimazione del nuovo complesso edilizio nella vicina ex Maddalena, che ne ha resi disponibili centinaia. Oggi inoltre mamme e bambini di Ponziana, San Giacomo, Chiarbola e Santa Maria Maddalena Superiore possono recarsi al Burlo di via dell’Istria a piedi, mentre domani dovrebbero prendere un qualche mezzo motorizzato per andare in quello di Cattinara.
 
In definitiva abbattere 296 alberi della pineta di Cattinara e 77 dell’attiguo parcheggio dipendenti gioverebbe senz’altro alle automobili, ma non ai pazienti e agli operatori sanitari del Burlo. Lasciando l’ospedale pediatrico in via dell’Istria e trovando nuovi edifici in zona per il suo ampliamento sarebbe molto più facile preservarne l’autonomia sia clinica che aziendale. Spostarlo invece a Cattinara significherebbe farne una mera appendice dell’ospedale per adulti e quindi dell’ASUGI. L’annessione aziendale dell’IRCCS nell’ASUGI diverrebbe poi solo questione di tempo.
 
Per difendere con efficacia il Burlo occorre dunque impedirne il trasferimento a Cattinara. Salvare gli alberi di Cattinara significa anche salvare il Burlo.

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