Russo: "La cultura a Trieste è di Serie B" Opposizioni contro la gestione della Cultura dell'Assessore Rossi (VIDEO-SERVIZIO)
Si è tenuta stamattina presso il Circolo della Stampa, una conferenza stampa relativa all’attuale conduzione del Museo Revoltella – Galleria d’Arte Moderna di Trieste.
L’iniziativa dell’incontro ha visto tra i promotori alcuni gruppi presenti in Consiglio comunale (Lista Punto Franco, Partito Democratico, Azione, Movimento 5 stelle). Sono intervenuti Paolo Altin, consigliere comunale, capogruppo Lista Punto Franco, Walter Chiereghin, direttore del mensile Il Ponte rosso, membro del Curatorio del Museo, Giorgia Kakovic, consigliere comunale, Adesso Trieste – Patto per la città, Alessandra Richetti, consigliere comunale, Movimento 5 Stelle e Francesco Russo, vice presidente del Consiglio regionale, Partito Democratico.
Motivo occasionale dell’incontro è stato offerto dai contenuti di una lettera indirizzata all’assessore al Turismo e alla Cultura del Comune, Giorgio Rossi, con la quale Chiereghin richiamava l’assessore al dovere di convocare il Curatorio, a un anno di distanza dalla nomina dei sette membri indicati il 20 giugno 2022 dal Consiglio comunale. Tale inadempienza è associata alla mancata nomina di un direttore dell’istituzione museale, il che rende la Giunta e segnatamente la persona dell’assessore unici responsabili della conduzione del Museo e degli altri enti comunali che in qualche misura dipendono da esso, mentre si tiene in nessun conto quanto disposto dal regolamento che regola il funzionamento del Revoltella, che assegna, tanto al direttore quando al Curatorio precise ed articolate responsabilità.
In tale situazione – a detta degli intervenuti – l’assessore può disporre in autocratica solitudine delle risorse a disposizione, per lo più impegnate nella stipulazione di contratti con due ditte commerciali (sempre quelle) che organizzano eventi espositivi negli spazi messi a disposizione del Museo, secondo una programmazione basata sulle loro disponibilità di catalogo anziché derivanti dall’elaborazione di una linea di politica culturale proposta dal Comune, che si limita a sottoscrivere contratti con le ditte proponenti che divengono con ciò fornitori del Comune stesso. Si assiste così a una neanche tanto strisciante privatizzazione di funzioni fondamentali per la gestione del Museo e della politica culturale della quale esso dovrebbe essere promotore, stando almeno a quanto disposto dal regolamento comunale, la qual cosa implica un impoverimento della proposta culturale e della stessa capacità del Comune di organizzarsi utilmente per promuoverla.
La progressiva riduzione delle attribuzioni che il regolamento e il legato testamentario del Fondatore, Pasquale Revoltella, affidano al Curatorio, a cominciare dall’inesistenza ormai data per scontata di un bilancio autonomo dell’istituzione museale, ha costituito e continua a costituire il principale elemento di opacità nella gestione dei fondi che dovrebbero assicurare all’istituzione museale l’assolvimento dei compiti di promozione sociale e culturale, di offerta didattica, di una sensata attività di esposizioni, della crescita professionale del personale, di un incremento delle collezioni, di controllo sulle fondazioni nate per assicurare continuità economica ed operativa al Museo.
Il superamento, nella prassi pluridecennale di gestione, di numerose disposizioni del regolamento, non legittima di per sé in alcun modo una conduzione del tutto avulsa dalle generalità delle norme da esso dettate, come invece anche presentemente si continua a fare.
Convenendo tutti gli intervenuti sulla criticità di tale situazione, gli esponenti politici presenti si sono impegnati a predisporre di comune accordo una interrogazione sulla materia da presentare quanto prima.
Sono intervenuti ai nostri microfoni i Consiglieri Comunali d'opposizione presenti. (VIDEO-SERVIZIO)
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