domenica 9 agosto 2026
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Politica

Rifondazione Comunista Trieste: «Garantire pasti caldi e alloggio a stranieri come a italiani in difficoltà»

Luca Marsi·

Pubblichiamo da Rifondazione Comunista Trieste

In Friuli-Venezia Giulia si stanno concentrando situazioni di grande disagio: continuano ad arrivare a centinaia le persone migranti, dopo viaggi terribili, molte delle quali soggette, inoltre, a imprigionamenti nei Cpr e a respingimenti che sono illegali, come dovette ammettere anche la ministra Lamorgese nella sua visita a Trieste dello scorso 8 settembre.
 
Esse trovano la solidarietà di gruppi di volontari/e (citiamo soprattutto “Linea d’ombra”, “Strada si.cura” e la Comunità di Sant’Egidio – ICS e Caritas si occupano di altre tipologie di persone migranti) sulle cui spalle cade tutta l’assistenza, con generoso dispendio di energie fisiche e di risorse, interamente raccolte grazie a donatori privati.
 
Crediamo che in questo campo l’irresponsabilità della giunta comunale di Trieste stia raggiungendo vette incredibili: è indegno disinteressarsi di persone in grave stato di sofferenza e con problematiche igienico-sanitarie che meriterebbero un intervento pubblico di ampie vedute. Invece molti uomini, ma anche donne e bambini, vengono lasciati nel più completo abbandono, tra la stazione dei treni e il silos.
 
Chiediamo che l’amministrazione comunale si faccia carico dell’accoglienza, con il supporto dello Stato. Garantire pasti caldi, alloggio, assistenza sanitaria e sostegno, a stranieri come a italiani in difficoltà, dovrebbe essere tra le attività di una decorosa amministrazione. In modo ancor più specifico auspichiamo la riapertura e il rafforzamento delle attività dell’help center che, proprio in tempi di distanziazione sanitaria, potrebbe e dovrebbe svolgere un ruolo di primo piano (soccorso, cura, informazioni, etc.).
 
Se questo non dovesse avvenire, speriamo che la città riversi tutto il suo sdegno sui  politici che la governano in modo così inadeguato, in questo come in altri settori.

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