Richiedenti asilo senza accoglienza e sotto sgombero: associazioni denunciano deriva repressiva (FOTO - VIDEO)

Trieste si trova al centro di una nuova emergenza umanitaria: decine di richiedenti asilo, in attesa di accoglienza, vivono da settimane in strada e ora subiscono anche sgomberi forzati. A denunciarlo sono le associazioni del territorio, che parlano apertamente di “pratiche vessatorie e inaccettabili” e chiedono un intervento immediato delle istituzioni.
Nelle ultime settimane, all’androne a lato dell’ingresso del Porto Vecchio, dove circa un centinaio di persone cercano riparo notturno, sono stati avviati allontanamenti forzati, con sequestro di beni essenziali come coperte, sacchi a pelo e persino scarpe, affidato a una ditta privata. Secondo le organizzazioni, si tratta di episodi che minano i principi fondamentali di uno Stato di diritto.
la mobilitazione solidale
In risposta a queste azioni, realtà associative e cittadini hanno organizzato presidi quotidiani dalle 7 del mattino nello stesso androne, con l’obiettivo di impedire che simili scenari si ripetano. La reazione della comunità, sottolineano, non si è fatta attendere: nello stesso giorno del sequestro, da varie città italiane sono arrivate decine di coperte in segno di sostegno.
dati allarmanti
Attualmente almeno 113 persone richiedenti asilo risultano abbandonate in strada, senza accesso all’accoglienza, nonostante le segnalazioni periodiche alla Prefettura. Di queste, circa la metà attende da oltre tre settimane. Alcuni nuclei familiari con minori sono stati trasferiti in strutture solo negli ultimi giorni, dopo settimane in cui hanno trovato riparo esclusivamente grazie alle associazioni.
Particolarmente grave la presenza di soggetti vulnerabili: donne sole, famiglie con bambini, persone con fragilità mediche certificate, che non riescono neppure a registrare la propria domanda d’asilo in Questura, a causa di rinvii e respingimenti definiti “poco trasparenti”. Una condizione che priva i migranti di diritti fondamentali, tra cui l’accoglienza e l’assistenza sanitaria.
trasferimenti insufficienti
Nel mese di agosto i trasferimenti organizzati verso altre città si sono limitati a uno a settimana, con appena 60 persone per volta: un numero insufficiente in un periodo tradizionalmente caratterizzato da maggiori arrivi. Secondo le associazioni, la Prefettura e il Ministero dell’Interno avrebbero l’obbligo – anche in base alla normativa europea e alla recente sentenza della Corte di Giustizia UE – di predisporre immediatamente strutture alternative provvisorie, in collaborazione con gli enti locali.
le richieste delle associazioni
Alla luce della situazione, le realtà firmatarie chiedono:
- la sospensione immediata degli sgomberi e del sequestro dei beni personali;
- l’accesso immediato all’accoglienza per tutti i richiedenti asilo, l’aumento dei trasferimenti e l’attivazione di una struttura ad alta rotazione.
Infine, l’appello alla cittadinanza: sostenere i presidi solidali al Porto Vecchio e contribuire alla raccolta fondi e beni promossa da Fondazione Luchetta e Linea d’Ombra, che quotidianamente si occupano di assistenza diretta ai migranti.
Un’emergenza che non riguarda solo i numeri, ma il rispetto dei diritti fondamentali di chi cerca protezione e trova invece la strada.
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