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Politica

Referendum, i Giovani Democratici Fvg voteranno NO

Luca Marsi·

Pubblichiamo da Giovani Democratici Fvg

Oggi si è tenuta a Udine, nel rispetto delle indicazioni per la lotta contro il Coronavirus, un'assemblea dei Giovani Democratici del Friuli Venezia Giulia, aperta a tutte le iscritte e tutti gli iscritti.
 
L'intenzione della segreteria era di ascoltare la comunità dei GD, soprattutto in ottica delle imminenti scadenze elettorali, ma senza aspettarsi la quasi unanimità di opinione.
 
Al contrario delle nostre aspettative, la stragrande maggioranza dei interventi odierni ha chiesto al gruppo dirigente di posizionarsi chiaramente, cosa che tutte e tutti abbiamo comunque, privatamente e individualmente, già fatto, e di posizionarsi per il NO, e, dopo aver ratificato la proposta in segreteria, ANNUNCIAMO UFFICIALMENTE LA NOSTRA CONTRARIETÀ ALLA RIFORMA.
 
La nostra non è una contrarietà a priori a un taglio dei parlamentari, purchè sia essa una riforma sensata e oculata, e non vediamo nulla del genere nel testo sottoposto a quesito referendario.
 
Il bicameralismo perfetto è superato?
Siamo d'accordo, ma una semplice riduzione del numero dei parlamentari non migliorerebbe la situazione, ci porterebbe solo in una situazione dove, come ha detto prima e meglio di noi la pagina Facebook "Una foto diversa della prima Repubblica. Ogni giorno.”, si giocherebbe a calcetto in un campo da calcio di dimensioni regolari.
 
L'attuale parlamento è composto da persone inadatte alle loro mansioni?
Certi rappresentanti eletti sono, e in passato sono stati, inadatti al ruolo, ma, una riduzione non porterebbe neanche qui ad un miglioramento.
Entrerebbero sempre e comunque i più rumorosi e i più scandalosi, riducendo però le possibilità di elezione di candidate e candidati competenti.
 
Inoltre, la riforma, nella forma sulla quale dobbiamo esprimere il nostro giudizio, penalizza eccessivamente i territori come il nostro, territori, per collocazione e conformazione già ai margini, in vari sensi, del Paese.
 
Con la riforma, il FVG perderebbe il 44% dei propri rappresentanti, portandoci a una situazione dove, potenzialmente, potrebbero esserci liste con 15% di voti al senato senza senatori.
 
Non da ultimo, rimane la questione delle minoranze etniche e linguistiche, altro tema sul quale la nostra regione ha solo da perdere.
 
Attualmente, abbiamo una senatrice slovena, eletta nel 2018 sulle liste del PD.
 
Storicamente, il maggiore partito italiano di centrosinistra si è sempre speso per eleggere un rappresentante della nostra Comunità in Parlamento, non essendoci il seggio garantito, e, il nostro fondato timore è che una riduzione del 44% dei nostri rappresentanti renda la già travagliata missione di mandare "una/uno dei nostri a Roma" un'impresa impossibile.
 
Le ragioni del nostro NO sono molteplici, più di quelle elencate qui, queste sono solamente quelle più volte menzionate nei discorsi durante l'assemblea.
 
La conferma della riforma non migliorerebbe il sistema politico italiano, anzi, lo peggiorerebbe in tutti gli aspetti.
 
Tutti o quasi.
 
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