domenica 9 agosto 2026
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Politica

Protesta in Consiglio Regionale, CasaPound Italia rivendica il suo gesto

Luca Marsi·
Quasi 2 mesi dopo la protesta dei militanti di CasaPound in Consiglio Regionale durante i lavori della VI commissione per denunciare l'emergenza legata agli ingressi di clandestini dal confine nordorientale, c'è ancora chi continua a parlare inutilmente di violenza o attacchi alla democrazia anziché entrare nel merito della protesta e risolvere definitivamente il problema mettendo la parola fine alla Rotta Balcanica.
 
"Ricordiamo a tutti che CasaPound Italia quel giorno è entrata in quell'aula per dire quello che molti italiani pensano: il Consiglio regionale deve lavorare di più e deve risolvere un problema ormai noto da anni. Nessuna effrazione, violenza, minaccia o attacco alla democrazia. L'iniziativa si è svolta in maniera pacifica e tranquilla così come si è potuto vedere dai video che sono stati diffusi in rete" - dichiara il movimento dalla tartaruga frecciata.
 
"C'è da dire - prosegue CasaPound Italia - che la Regione, da destra a sinistra, anziché prendere atto di un malcontento generale riguardo a un problema le cui soluzioni non sono più rinviabili, non ha perso tempo a denunciare i ragazzi entrati in consiglio regionale e a chiedere (e ottenere) il licenziamento di uno di essi. Ovviamente, nulla è stato fatto per bloccare l'entrata di clandestini lungo tutto il confine orientale che continua a essere inesorabilmente oltrepassato, anche quando i consiglieri regionali erano beatamente in ferie". 
 
"A chi, poi - conclude CasaPound Italia - pensa di associarci in maniera totalmente strumentale ai consiglieri di altri partiti presenti quel giorno, ricordiamo che a differenza loro noi, lontani dall'aver pronunciato parole folli, rivendichiamo con forza quanto fatto senza bisogno di dare giustificazioni a chicchessia perché davanti all'immobilismo e alla totale sordità delle istituzioni, anteponiamo ancora il nostro diritto alla libertà di parola per porci, come sempre, dalla parte di quei cittadini inascoltati dalle istituzioni".

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