Porto Vecchio, Laterza: «Al cordoglio seguano azioni concrete, altrimenti sono lacrime di coccodrillo»

«Alla commozione e alla compassione per chi non c’è più deve accompagnarsi l’impegno concreto affinché questa situazione cambi». Riccardo Laterza interviene sulla morte di due persone nell’incendio in un magazzino del Porto Vecchio di Trieste, chiedendo alle istituzioni di assumersi le proprie responsabilità e di intervenire sulle condizioni di chi vive ai margini.
Nel messaggio pubblicato sui social, il capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio comunale contesta l’idea che davanti alla tragedia si debba soltanto tacere. Per Laterza, il rispetto delle vittime deve accompagnarsi alla richiesta di risposte concrete.
«È necessario continuare ad alzare la voce»
Laterza apre il suo intervento anticipando una possibile obiezione: quella secondo cui, di fronte alle morti della notte, non sarebbe il momento di parlare.
Una posizione che critica duramente, sostenendo che a invocare il silenzio siano spesso persone che, con la propria «inazione e inerzia», considera corresponsabili delle situazioni di degrado, marginalità e abbandono.
«Sono proprio eventi del genere che, purtroppo, confermano quanto sia necessario continuare ad alzare la voce, indignarsi e mobilitarsi», afferma.
Il riferimento alle corresponsabilità esprime la valutazione politica di Laterza sulla gestione della marginalità e sulle condizioni nelle quali si è consumata la tragedia.
«Non si tratta di destra o sinistra»
Il capogruppo invita a superare la contrapposizione politica nell’affrontare le condizioni di vita delle persone prive di un riparo sicuro.
«Qui non si tratta di destra o sinistra, né di essere più o meno radicali», scrive. «Molto semplicemente, nel 2026 è inaccettabile che ci siano persone che muoiono per strada, in un magazzino abbandonato o in qualunque altro angolo in cui la nostra società cerca di nascondere chi vive ai margini».
Il punto, nel suo ragionamento, riguarda la capacità della comunità di riconoscere e affrontare queste situazioni: «Non è una questione ideologica: è una questione di umanità e di razionalità».
Il richiamo al dovere delle istituzioni
Laterza chiede che il dolore per le vittime trovi seguito in un impegno capace di modificare la situazione.
«Le istituzioni, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità, hanno il dovere di fare la propria parte e di intervenire», sottolinea.
Nel post non indica singole strutture o specifiche misure operative, ma sollecita una risposta pubblica alle condizioni di abbandono denunciate.
«Altrimenti sono soltanto lacrime di coccodrillo»
La conclusione è una critica al cordoglio che non si traduce in iniziativa.
Senza interventi, sostiene Laterza, «si tratta soltanto di lacrime di coccodrillo, che non fanno altro che alimentare la rabbia di fronte a una situazione ormai da troppo tempo inaccettabile».
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