Porto di Trieste, Pasino: "Cinquecento giorni senza presidente hanno penalizzato la città" (VIDEO)

Il lungo periodo trascorso senza un presidente dell'Autorità di Sistema Portuale rappresenta, secondo Alberto Pasino, uno degli elementi che hanno inciso negativamente sulla capacità di Trieste di promuovere il proprio porto in una fase internazionale particolarmente complessa. Nel corso della trasmissione "Un capo in B con..." il consigliere comunale di Punto Franco ha dedicato un approfondimento specifico a questo tema, sostenendo che la città abbia pagato il protrarsi dell'attesa per la nomina della guida dell'ente portuale proprio mentre il commercio mondiale stava attraversando profondi cambiamenti.
Una fase delicata per il porto
Secondo Pasino, il contesto internazionale avrebbe richiesto una presenza istituzionale pienamente operativa, capace di rappresentare Trieste nei rapporti con le istituzioni italiane ed estere e con gli operatori della logistica internazionale.
Per il consigliere comunale, infatti, proprio mentre il porto era chiamato a confrontarsi con nuove rotte commerciali, tensioni geopolitiche e grandi progetti infrastrutturali, la mancanza di un presidente con pieni poteri avrebbe limitato la capacità dello scalo di muoversi con tempestività.
Nella sua analisi, il problema non riguarda soltanto la gestione amministrativa ordinaria, ma soprattutto la possibilità di sviluppare relazioni internazionali e assumere decisioni strategiche di lungo periodo.
I cinquecento giorni di attesa
Nel corso dell'intervista Pasino ha ricordato che la nomina del presidente dell'Autorità Portuale è arrivata dopo un'attesa di circa cinquecento giorni.
Un periodo che, secondo il consigliere, non può essere considerato neutrale per una realtà come Trieste, la cui economia è profondamente legata ai traffici marittimi e ai rapporti internazionali.
Per Pasino, infatti, ogni ritardo nella piena operatività dell'Autorità rischia di tradursi in occasioni perse, soprattutto in un momento storico caratterizzato da una forte competizione tra i principali porti europei.
Il ruolo del commissario
Nel suo intervento il consigliere ha precisato di non voler esprimere un giudizio sulla persona che ha ricoperto il ruolo di commissario.
La sua osservazione riguarda piuttosto i limiti istituzionali che caratterizzano una gestione commissariale.
Secondo Pasino, infatti, un commissario non dispone normalmente degli stessi margini di intervento di un presidente pienamente nominato, soprattutto quando si tratta di assumere decisioni straordinarie o di programmare investimenti destinati ad avere effetti nel medio e nel lungo periodo.
Per questo motivo ritiene che il protrarsi della fase commissariale abbia inevitabilmente ridotto la capacità operativa dell'Autorità di Sistema Portuale.
Le relazioni internazionali
Uno degli aspetti maggiormente sottolineati durante l'intervista riguarda il ruolo diplomatico e istituzionale svolto dal presidente dell'Autorità Portuale.
Pasino ha spiegato come Trieste abbia costantemente bisogno di confrontarsi con altre autorità portuali, con rappresentanti di governi stranieri e con investitori internazionali interessati ai grandi corridoi logistici europei.
Secondo il consigliere, l'assenza di una figura istituzionale pienamente investita dell'incarico avrebbe inevitabilmente limitato anche queste attività di rappresentanza, proprio mentre altri porti continuavano invece a promuovere la propria posizione competitiva sui mercati internazionali.
Le responsabilità politiche
Nel corso della trasmissione Pasino ha affrontato anche il tema delle responsabilità istituzionali.
Secondo il consigliere comunale, il sindaco Roberto Dipiazza avrebbe scelto di affidarsi al presidente della Regione Massimiliano Fedriga nella gestione della vicenda relativa alla nomina del presidente dell'Autorità Portuale.
Una scelta che Pasino dichiara di comprendere sotto il profilo istituzionale, ma che, a suo giudizio, non avrebbe prodotto i risultati auspicati, dal momento che la procedura si è protratta molto più a lungo di quanto la città avrebbe desiderato.
Nella sua analisi, il risultato finale sarebbe stato un periodo durante il quale Trieste avrebbe perso parte della propria capacità di iniziativa in uno dei settori più importanti per la propria economia.
Il porto come interesse della città
Per Alberto Pasino il porto rappresenta un patrimonio che supera gli schieramenti politici.
Proprio per questo motivo sostiene che tutte le istituzioni cittadine dovrebbero contribuire a rafforzarne il ruolo, soprattutto nei momenti di maggiore complessità.
Secondo il consigliere, la competizione tra gli scali europei è sempre più intensa e richiede rapidità decisionale, continuità amministrativa e una forte capacità di rappresentanza nei confronti degli interlocutori nazionali e internazionali.
Sono elementi che, nella sua ricostruzione, avrebbero potuto essere maggiormente valorizzati se la nomina della guida dell'Autorità Portuale fosse arrivata in tempi più rapidi.
Una riflessione sul futuro
L'intervento di Pasino non si limita a una ricostruzione della vicenda amministrativa, ma propone anche una riflessione sul ruolo strategico che il porto continuerà ad avere negli anni futuri.
Secondo il consigliere comunale di Punto Franco, Trieste dovrà affrontare sfide sempre più complesse, legate ai cambiamenti delle rotte commerciali, alla concorrenza internazionale e ai grandi investimenti infrastrutturali.
Per affrontarle serviranno istituzioni pienamente operative, una guida stabile dell'Autorità di Sistema Portuale e una collaborazione costante tra tutti i livelli istituzionali.
È in questa prospettiva che Pasino colloca la propria valutazione critica sul lungo periodo trascorso senza un presidente, considerandolo un passaggio che, a suo giudizio, avrebbe limitato le possibilità di azione della città in una fase particolarmente delicata per il futuro dello scalo triestino.
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