Ovovia, il popolo del no scende in piazza: “Battaglia di democrazia”. Centinaia in piazza Unità (FOTO-VIDEO)

Nel pomeriggio di lunedì 19 maggio 2025, mentre all’interno del palazzo del Comune di Trieste era atteso (ma poi rinviato) il dibattito sulla delibera per la variante urbanistica legata al progetto dell’ovovia, piazza Unità d’Italia si è riempita di fischietti, tamburi, cartelli e volti determinati. Il comitato No Ovovia ha chiamato a raccolta la cittadinanza per una nuova mobilitazione popolare, con l’obiettivo di denunciare – ancora una volta – ciò che definisce un “grave sfregio alla democrazia”.
Inviato sul posto per Trieste Cafe, Enrico Sossi, già noto in città per il suo impegno civico e ambientale, ha raccontato in diretta lo svolgimento del presidio, raccogliendo anche alcune dichiarazioni esclusive dei partecipanti.
“Rinviato il confronto in aula, ma noi non rinviamo la protesta”
Come raccontato da Sossi, la mobilitazione è stata convocata per le 19.00, in concomitanza con la seduta del Consiglio comunale che, inizialmente, avrebbe dovuto affrontare proprio la questione ovovia. Ma l’argomento è stato rinviato. Una scelta che ha suscitato ulteriore indignazione tra i manifestanti, interpretata come un tentativo di evitare il confronto con una piazza più che mai presente.
Il portavoce del comitato, William Starc, ha ribadito davanti ai manifestanti le gravi lacune dell’iter amministrativo: oltre 3.000 osservazioni protocollate da cittadini e associazioni sono state liquidate in poche ore, “in netto contrasto con quanto avvenne nel 2015, quando ogni osservazione fu discussa singolarmente”. Un comportamento definito “irrispettoso, inaccettabile e antidemocratico”.
Le voci della piazza: studenti, residenti, cittadini comuni
Sossi ha intervistato in diretta alcuni dei protagonisti della manifestazione. Tra loro, Samuel della Rete degli Studenti Medi, che ha sottolineato come “questa ovovia non sia un’opera pensata per i triestini, ma solo per i turisti e per gli interessi della giunta Dipiazza”.
Anche Paolo Menis del Movimento 5 Stelle è intervenuto davanti alle telecamere di Trieste Cafe per spiegare il significato della presenza del suo gruppo: “Siamo qui per supportare i consiglieri contrari al progetto e fare pressione su chi invece è pronto a votarlo. È il momento di stare al fianco dei cittadini”.
“Niente simboli di partito, è una battaglia di tutti”
Uno degli aspetti più significativi della manifestazione è stato l’assenza totale di bandiere di partito. Come sottolineato dallo stesso Sossi: “Nonostante l’appoggio delle opposizioni, oggi in piazza non si vede neanche un simbolo politico. Questo perché la battaglia contro l’ovovia è prima di tutto una battaglia di cittadinanza, non di schieramento”.
I manifestanti hanno ricordato che il progetto, fortemente osteggiato da una parte della popolazione, non ha ricevuto risposte convincenti nemmeno in termini di utilità: “Non serve ai residenti, non migliora la viabilità urbana, costa milioni e rischia di avere un impatto ambientale ingiustificato”, hanno ribadito i portavoce.
La protesta continua: “Mai mollare, la ribellione è speranza”
Enrico Sossi ha concluso il suo collegamento con una riflessione accorata: “Questa è una battaglia che va oltre la cabinovia. Parla di metodo, di rispetto, di diritti democratici. Le opposizioni sono state ignorate, le osservazioni dei cittadini archiviate. Ma oggi Trieste ha risposto. E continuerà a farlo”.
La mobilitazione non si ferma: il Comitato ha annunciato che nei prossimi mesi seguirà da vicino i ricorsi al TAR, le nuove tappe in Consiglio e le mosse della giunta. “Non molleremo”, il grido che ha attraversato la piazza.
DI SEGUITO FOTO DI ENRICO SOSSI E VIDEO
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