Minori stranieri non accompagnati, Cisint: «In Fvg 26 milioni di spesa, bisogna verificare davvero l’età»

Costi dell’accoglienza, verifiche sull’età dichiarata e necessità di rafforzare i controlli. È su questi tre punti che si concentra l’intervento di Anna Maria Cisint, esponente della Lega, sul tema dei minori stranieri non accompagnati presenti in Italia e, in particolare, in Friuli Venezia Giulia.
Secondo i dati richiamati da Cisint, sarebbero circa 14 mila i minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio nazionale, con una spesa complessiva per l’accoglienza superiore ai 500 milioni di euro. In Friuli Venezia Giulia, sempre secondo quanto riferito, il costo ammonterebbe a circa 26 milioni di euro.
Numeri che l’esponente leghista utilizza per rilanciare una questione che considera centrale: l’accertamento dell’età delle persone che arrivano dichiarandosi minorenni.
«La prevalenza è di sedicenni e diciassettenni»
Cisint pone l’attenzione soprattutto sulla fascia anagrafica dei ragazzi accolti.
«Minori stranieri non accompagnati la cui prevalenza è di sedicenni e diciassettenni», afferma.
Subito dopo arriva la domanda che rappresenta il cuore politico del suo intervento: «Ma siamo certi che quella sia veramente l’età giusta?»
Un interrogativo con il quale Cisint mette in discussione l’affidabilità delle sole dichiarazioni anagrafiche in alcuni casi e chiede che vengano introdotti strumenti di verifica più stringenti.
La richiesta: «Reintrodurre il test osseo»
La posizione della Lega, nelle parole di Cisint, è molto chiara.
«Abbiamo chiesto con forza al commissario Bruner, anche per iscritto, di reintrodurre il test osseo».
L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di disporre di uno strumento ulteriore per verificare l’età nei casi in cui vi siano dubbi sulla reale condizione di minorenne.
Cisint collega direttamente questa richiesta anche al tema delle risorse pubbliche impiegate per l’accoglienza.
Il nodo dei costi
Nel suo intervento, infatti, l’esponente leghista insiste sui costi sostenuti dallo Stato e dal territorio regionale.
Oltre mezzo miliardo di euro a livello nazionale e 26 milioni in Friuli Venezia Giulia sono le cifre indicate per descrivere la dimensione economica del fenomeno.
Per Cisint, proprio l’entità delle risorse coinvolte rende ancora più necessario assicurarsi che i percorsi di tutela destinati ai minorenni vengano effettivamente utilizzati da persone che rientrano nei requisiti previsti.
«Finti minori e truffe non possono più rimanere»
Il passaggio più duro dell’intervento riguarda il rischio di dichiarazioni non veritiere sull’età.
«In Italia e in Friuli Venezia Giulia le truffe e i finti minori stranieri non accompagnati non possono più rimanere», sostiene Cisint.
Si tratta di un’accusa politica generale che, in assenza di riferimenti a casi specifici nel materiale fornito, va letta come la posizione espressa dall’esponente della Lega e non come l’accertamento di singole condotte fraudolente.
La richiesta resta quella di rafforzare i controlli e dotare le autorità di strumenti considerati più efficaci per affrontare i casi dubbi.
Un tema destinato a restare al centro del confronto
La questione dei minori stranieri non accompagnati intreccia diversi aspetti: protezione delle persone vulnerabili, sostenibilità economica dell’accoglienza, controlli, identificazione e sicurezza.
Cisint porta il dibattito soprattutto sul terreno delle verifiche anagrafiche, chiedendo un ritorno a controlli più stringenti quando l’età dichiarata non appare certa.
Una posizione destinata a riaccendere il confronto politico, soprattutto in Friuli Venezia Giulia, territorio direttamente interessato dai flussi migratori e dai costi della relativa accoglienza.
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