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Politica

Mimmo Lucano: eroe o frodatore?

Luca Marsi·

Sono state depositate ieri le motivazioni della sentenza del Tribunale di Locri, che condannò a fine settembre l'ex Sindaco di Riace Mimmo Lucano a 13 anni e 2 mesi di carcere. La sentenza era stata accolta con sdegno dai sostenitori dell'ex primo cittadino (il manifesto parlò di "reato di umanità", mentre Il Riformista tuonò contro "una scandalosa sentenza che criminalizza l'accoglienza") e alcuni si erano persino spinti ad ipotizzare un complotto politico-giudiziario. La sentenza depositata ieri dipinge però un quadro assai diverso.

Secondo quando spiega Lucio Musolino su Il Fatto Quotidiano, i giudici di Locri descrivono l'amministrazione Lucano come "un mondo privo di idealità, soggiogato da calcoli politici, dalla sete di potere e da una diffusa avidità [...] che ruotava intorno all'illegale approvigionamento di risorse pubbliche". Finita sotto la lente della Giustizia, in particolare, è l'Associazione Città Futura, legata all'allora Sindaco, la quale avrebbe ricevuto da questi "la piena libertà di movimento nella loro azione illecita di accaparramento delle risorse pubbliche", ricevendo persino cospicui bonifici mensili dalla Isole Cayman, noto paradiso fiscale.

I giudici, si badi bene, lodano il progetto inclusivo dei migranti di Riace, definendolo "encomiabile, invidiato e preso ad esempio da tutto il mondo", ma sottolineano che dopo averlo realizzato, Lucano "essendosi reso conto che gli importi che venivano elargiti dallo Stato erano più che sufficienti allo scopo, piuttosto che restituire ciò che veniva versato, aveva pensato di reinvestire in forma privata gran parte di quelle risorse, con creazione di progetti di rivalutazione del territorio, che oltre a costituire un trampolino di lancio per la sua visibilità politica, si sono tradotti nella realizzazione di plurimi investimenti", che costituivano una sicura forma di arricchimento personale per Lucano; il Tribunale cita, tra questi, l'acquisto di un frantoio e di alcune case destinati ad alberghi ed un viaggio in Argentina per la sua compagna.

Lucano ha negato ogni addebito e annunciato ricorso in appello; nell'attesa che il secondo grado di giudizio faccia il suo corso, però, la sua immagine ha assunto tinte assai più fosche di quanto si pensasse.

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