Marco Bertali, mozione urgente: "Consiglio comunale disapplichi le vigenti norme sul green pass"
Pubblichiamo dal consigliere comunale del Movimento 3V Marco Bertali
MOZIONE URGENTE: richiesta di immediata disapplicazione delle norme che dispongono che i titolari di cariche elettive debbano esibire il green pass base o il super green pass per accedere alle riunioni istituzionali nella sede del Comune di Trieste, in Piazza Unità d’Italia
Visto che l’Atto n.265 del 01/02/2022, con oggetto: Conferimento e disciplina dell'incarico di verifica delle certificazioni verdi COVID119 e delle certificazioni di esenzione dalla relativa campagna vaccinale presso le sedi di lavoro del Comune di Trieste, dispone…
…“che le attività di verifica i cui alla presente delega dovranno essere effettuate rispettando le istruzioni di seguito riportate:
1. La verifica del cd. green pass “base” o della certificazione di esenzione dalla relativa campagna vaccinale viene effettuata nei confronti di tutti i soggetti che accedano alle sedi comunali e, in particolare: • tutti i dipendenti del Comune di Trieste che non abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età; • tutti i soggetti terzi che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato presso l'Ente, anche sulla base di contratti esterni (di seguito “soggetti assimilati ai dipendenti”)che non abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età; • gli utenti; • i titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice”…
Visto che tale atto confligge con normative di rango superiore quali:
- L’ art. 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea: “Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica. Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge.”
- Il Regolamento CE 953/2021 stabilisce al “considerando” 36 che “È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici…o perché non hanno ancora avuto l'opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate.
- Le norme europee prevalgono su quelle nazionali. Infatti, l’art. 9 del decreto-legge 52/2021, che introduce il “green pass” prevede espressamente l’applicabilità delle norme italiane solo se compatibili con il Regolamento CE 953/2021. Pertanto, il “green pass” è FACOLTATIVO.
- Il Consiglio d’Europa con la risoluzione n. 2631 del 27 gennaio 2021 ha disposto: “L’assemblea invita gli stati membri e l’Unione Europea ad assicurare: - che i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno può essere sottoposto ad una pressione politica, sociale o di altro genere affinché si vaccini se non desidera di farlo; - che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato a causa di
possibili pericoli per la salute o perché non vuole farsi vaccinare.”
- La Costituzione italiana vieta la discriminazione. Infatti, l’art. 3 dispone: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”
- La discriminazione è vietata, inoltre, dall’art. 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea: “È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.”
- La CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo) vieta anch’essa la discriminazione all’art. 14: “Il godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti nella presente Convenzione deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche o quelle di altro genere, l’origine nazionale o sociale, l’appartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita od ogni altra condizione.”
- Anche la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo vieta ogni discriminazione all’art. 2: “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.”
- Pertanto, chiunque impedisca l’ingresso in uno spazio/edificio pubblico o privato a chi non sia provvisto del “green pass” sta commettendo il reato di violenza privata (art. 610 c.p.): “Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni.”
Viste le sentenze che finalmente stanno demolendo la struttura della normativa speciale intestata al Covid, in particolare la sentenza 1842/2021 Tribunale Penale di Pisa, depositata il 17 febbraio 2022, che riprende argomentazioni già svolte dall'Ordinanza del Tribunale Civile di Roma n.45.986/2020 e dalla sentenza penale del GIP di Reggio Emilia n.54/2021 del 27 gennaio 2021.
Visto che già nel settembre e poi dicembre 2020 l’Oms ha rilevato che con i tamponi molecolari c’erano troppi falsi positivi e la PCR così come era utilizzata non poteva essere ritenuta attendibile. A gennaio 2021 ha scritto che non è sufficiente come strumento diagnostico se fatta con unico tampone. Pertanto, il test dovrebbe essere ripetuto con altro strumento (altra PCR con marca diversa) sull’asintomatico positivo (che, dice l’Oms, rappresenta il 96% dei casi). Ha poi precisato che è necessaria una diagnosi medica. Nessuno di questi requisiti è stato rispettato dal nostro Paese. Ma c’è di più l’Oms, in una recente raccomandazione, ha chiesto un giro di vite sull’uso indiscriminato dei tamponi agli asintomatici. Il 25 giugno 2021 l’Oms ha cambiato i protocolli sui tamponi: ha statuito l’inutilità sugli asintomatici. Lo screening di massa agli asintomatici non è una strategia raccomandata, a causa dei costi significativi e della mancanza di dati sulla sua efficacia operativa, dice l’Oms. Tutti gli Stati aderenti si sarebbero dovuti adeguare. La decisione avrebbe dovuto impattare anche sul regolamento del Green Pass, che prevede il tampone entro le 48 ore per una serie di accessi a luoghi al chiuso per i non vaccinati.
Considerati i 2 episodi (mercoledì 23 febbraio 2022 e mercoledì 2 marzo 2022) in cui una pattuglia della Polizia Municipale mi ha impedito l’accesso nella sede del Comune di Trieste, in quanto sprovvisto di green pass base, per scelta libera e responsabile, in tal modo non consentendomi di partecipare alla riunione dei capigruppo convocata in presenza
Considerato che a una mia specifica richiesta di disapplicazione delle norme relative al green pass, richiesta rivolta, tramite mail istituzionale martedì 1° marzo, al Presidente del Consiglio Comunale Cav. Francesco Di Paola Panteca, al Direttore Generale del Comune dott. Fabio Lorenzut, al Segretario Generale del Comune dott. Giampaolo Giunta, mi rispondeva il dott. Fabio Lorenzut scrivendomi “ Ho letto con attenzione le note che mi ha gentilmente inviato; onestamente non posso dirle di essere d’accordo con il loro contenuto. Quanto alla richiesta di disapplicare la normativa relativa al cd green pass, per sua asserita incostituzionalità, le comunico che la stessa non può essere accolta.”
si richiede
che il Consiglio comunale di Trieste disapplichi le vigenti norme sul green pass, oramai evidentemente prive di validità scientifica e chiaramente incostituzionali e discriminatorie; un tanto per garantire a tutti i consiglieri comunali democraticamente eletti di poter esercitare il proprio diritto-dovere di rappresentanza popolare.
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