Giovani in fuga dal Fvg, Rosolen: "Incentivi non bastano più, serve investire sui salari"

"Non possiamo lasciare ai giovani solo la scelta tra restare senza trovare tutte le risposte di cui hanno bisogno o andarsene. Gli incentivi e gli ammortizzatori sociali, così come sono stati concepiti, non bastano più: serve una responsabilità condivisa tra imprese, pubblico e privato, anche investendo sui salari, per fare in modo che possano scegliere di restare perché qui trovano ciò di cui hanno bisogno".
È il concetto espresso dall'assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen, intervenendo insieme all'assessore alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi all'incontro di educazione previdenziale "Il futuro in armonia", organizzato oggi a Trieste dalla Direzione regionale dell'Inps e rivolto a giovani, studenti e lavoratori.
L'iniziativa ha posto al centro previdenza, trasformazioni del lavoro, demografia, formazione e responsabilità tra generazioni. Ai lavori, coordinati dal direttore regionale Inps Marco De Sabbata, hanno preso parte, tra gli altri, il presidente dell'Istituto Gabriele Fava e il presidente della Covip Mario Pepe, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, e il vescovo monsignor Enrico Trevisi.
"Parlare di previdenza oggi - ha aggiunto Rosolen - significa parlare del lavoro dei giovani e delle donne e di un mercato che cambia profondamente, mentre le regole non sempre riescono a muoversi alla stessa velocità. Il Friuli Venezia Giulia ha livelli molto alti di occupazione e bassi tassi di disoccupazione e inattività, ma continuiamo a confrontarci con tre questioni decisive: l'uscita dei giovani dal territorio, il calo demografico e il livello dei salari. Per affrontarle serve una risposta di comunità e la capacità di costruire sinergie tra istituzioni, imprese, scuola, formazione e sistema sociale".
"La collaborazione con l'Inps è fondamentale anche nell'attuazione della riforma della disabilità - ha sottolineato Riccardi -. Il Friuli Venezia Giulia ha partecipato fin dall'inizio alla sperimentazione, partita da Trieste e poi estesa a Udine e Pordenone. Stiamo lavorando perché il nuovo sistema di valutazione si integri con il progetto di vita e con i servizi territoriali, mettendo al centro la persona, la sua autonomia e i suoi bisogni. È un cambiamento che richiede istituzioni capaci di operare insieme e regole omogenee sul territorio".
ARC/MA/al
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