La ministra Bonetti a Trieste: «Impegno di tutti per la scuola. Violenza contro le donne fenomeno drammatico»
«Le famiglie devono sentirsi accompagnate in questo tempo di inizio scolastico, che deve avvenire in piena sicurezza ma anche in serenità, soprattutto perchè l’impegno di tutti noi deve essere rivolto a restituire luoghi di comunità educante per i bambini e le bambine e i ragazzi che per tanti mesi sono stati costretti a rimanere in casa».
Lo ha riferito Elena Bonetti, Ministro per le Pari Opportunità e la famiglia, durante la conferenza di presentazione dati e conclusioni preliminari dello studio "La violenza contro le donne al tempo del Covid”, nella sede della Scuola Interpreti di via Filzi. Uno studio sulle donne che si rivolgono ai centri antiviolenza, coordinato dall’Università degli Studi di Trieste e condotto dai dott. Romito e Pellegrini.
Il ministro ha sottolineato l’importanza dell’educazione dei ragazzi alle relazioni interpersonali concrete, che «oggi è l’obiettivo primario. Per fare questo il Governo, le Regioni e i livelli territoriali competenti stanno mettendo in campo varie misure per garantire un avvio che sia il più lineare e tranquillo possibile».
La Ministra non nega scenari di incertezza dovuti all’eventuale ripartenza del contagio, dei quali però «non dobbiamo avere paura» spiega, «dobbiamo semplicemente attrezzarci. Per non avere paura dobbiamo sapere che abbiamo gli strumenti».
Di ieri sera, giovedì 3 settembre, la delibera da parte del Consiglio dei Ministri riguardo l’intenzione di procurare le necessarie risorse per i congedi straordinari e lo smart-working «oggi siamo nella fase di definizione finale, in modo tale da fornire un servizio adeguato alle famiglie». Inoltre, l’organizzazione territoriale per i trasporti ha sbloccato dei fondi che i Comuni potranno utilizzare proprio per far fronte all’eventuale necessità di implementare il sistema dei trasporti territoriale. «Se, appunto, le regole devono essere tutelate dobbiamo dare gli strumenti alle famiglie, alla scuola e ai territori per rispondere a queste richieste».
«L’appello che faccio» prosegue «è di lavorare insieme. Lavoriamo insieme come una squadra, sapendo che ciascuno deve metterci del suo. Ma consapevoli che il primo obiettivo è la tutela degli studenti e delle loro famiglie, anche nella celerità dei percorsi sanitari che devono esser attivati con semplicità, senza alcuna burocrazia». Da qui la richiesta della ministra Bonetti di personale sanitario dedicato alle famiglie e alle scuole «in modo tale che i tamponi, lo screening, il triage, le valutazioni dello stato di salute dei bambini avvenga nel modo più certo possibile e che le famiglie non si sentano smarrite o sole in questo percorso».
I dati sulla violenza contro le donne nel periodo di confinamento «sono dati che hanno messo in evidenza un fenomeno drammatico, che nel nostro Paese è ancora troppo presente» asserisce la Bonetti, «sono dati che dicono di un aumento della violenza domestica. C’è un dato devastante: sono diminuiti gli omicidi, tranne quelli contro le donne».
I femminicidi in ambito domestico sono «strutturalmente presenti nel nostro paese. Tuttavia i dati di richiesta d’aiuto ai numeri dedicati ci raccontano una fiducia che le donne cominciano ad avere verso una comunità che le può accogliere». In conclusione il ministro per le pari opportunità ha sottolineato l’importanza di una rete che accolga tutte queste richieste, da ampliare attraverso la sensibilizzazione del mondo femminile e non solo, costruendo reti e comunità che comprendano tutti i livelli. «Solo attraverso un lavoro di collettività e comunità possiamo offrire una speranza concreta alle donne per uscire da questa tragedia che è ancora troppo presente».
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