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Politica

"Il Consiglio comunale approvi la mozione pro pineta di Cattinara!"

Luca Marsi·
Pubblichiamo da Paolo Radivo - Comitato spontaneo per la pineta di Cattinara
 
l Consiglio comunale di Trieste in programma martedì 25 gennaio inizierà la fase deliberativa alle 16.30. Sono poi calendarizzate ben sette mozioni. La terza è intitolata “Ridefinizione urgente dell’Accordo di Programma per il riordino del complesso ospedaliero di Cattinara”. Presentata dai gruppi di Adesso Trieste, PD, Punto franco e M5S, impegna il Sindaco e l’Assessore competente «ad attivarsi urgentemente nei confronti degli altri soggetti firmatari (Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ASUGI, IRCCS Burlo Garofolo e ANAS SpA) al fine di procedere a una revisione dell’Accordo di Programma che preveda soluzioni alternative a quelle attualmente definite per l’area di Cattinara, garantendo la preservazione dell’area naturale della Pineta di Cattinara» e «a coinvolgere attivamente la comunità locale di Cattinara, il Comitato Spontaneo per la Pineta di Cattinara, i poli scolastici con lingua d’insegnamento italiana e slovena, le associazioni attive sul territorio e le Circoscrizioni VI e VII nella rigenerazione complessiva del borgo, inclusa l’adeguata valorizzazione dell’area cosiddetta “ex Collini”».
 
Il Comitato spontaneo per la pineta di Cattinara ringrazia sentitamente i sottoscrittori della mozione e auspica che il Consiglio la discuta e la voti già domani, magari mettendola al primo posto, vista la sua maggiore urgenza rispetto alle prime due in calendario. Il rischio è infatti che già nei prossimi giorni la ditta Rizzani De Eccher attivi le ruspe per costruire a Cattinara il nuovo ospedale materno infantile “Burlo Garofolo” e il suo autosilo sotterraneo abbattendo centinaia di alberi.
 
Invitiamo caldamente l’intero Consiglio comunale ad approvare la mozione, indipendentemente da logiche di schieramento. Se sarà compatto in difesa della natura, della salute e del paesaggio storico di Cattinara, potrà indurre Regione, ASUGI, “Burlo” e ANAS a impedire questo nuovo scempio ambientale e a rivedere l’Accordo di programma su basi più razionali.
 
 
 
ASUGI e Regione non hanno ancora reso pubblico il progetto esecutivo, ma il progetto definitivo del 2014 assegna al nuovo “Burlo” un volume di 235.000 metri cubi, di cui 125.000 interrati o seminterrati e 110.000 fuori terra.
 
L’ospedale sorgerebbe sopra il parcheggio dipendenti e il settore occidentale della pineta, a metà tra Anatomia patologica, torre chirurgica e piastra servizi sanitari da un lato e scuole e chiesa dall’altro. Ma nascerebbe già vecchio e superato elevandosi per cinque piani in superficie, mentre i più moderni parametri ospedalieri mondiali ne prescrivono al massimo tre.
 
L’autosilo di servizio avrebbe due piani interrati per 728 posti auto. Si svilupperebbe anche sotto gran parte della pineta, risparmiandone solo una striscia accanto a via Valdoni, all’asilo e alla chiesa.
 
Sempre secondo il progetto definitivo, nuovo “Burlo” e autosilo comporterebbero il taglio di 440 alberi della pineta più 79 del parcheggio dipendenti, che sparirebbe. Si sacrificherebbero così 519 alberi su una superficie di 6.090 metri quadri: 5.300 metri quadri della pineta e 790 del parcheggio dipendenti.
 
Le compensazioni vegetali promesse sarebbero troppo piccole, insufficienti e perlopiù fuori dal contesto originario. Inoltre l’edificazione della “torre Covid” ora prevista da uno studio di fattibilità nel piazzale tra le due torri e il poliambulatorio impedirebbe di trasformare quell’area in un giardino compensativo di 2.200 metri quadri, come invece stabiliva il progetto definitivo.
 
L’enorme autosilo costituirebbe un formidabile attrattore di traffico privato in un rione che ne è già saturo. Inoltre i disagi che il cantiere arrecherebbe per anni sia ai pazienti e agli operatori sanitari sia ai residenti e ai frequentatori delle scuole di Cattinara sarebbero notevoli.
 
Il sito non potrebbe essere più inadatto per un ospedale: periferico, in cima a una collina, a 250 metri d’altitudine, nel punto più alto dell’area urbana sud-orientale, esposto a ogni vento, soggetto a notevoli escursioni termiche, e per giunta su terreno cedevole dove si formano pozze superficiali a seguito delle piogge.
 
Perché costruire lì un nuovo “Burlo” proprio ora che la Regione sta finanziando l’ammodernamento e l’ampliamento della sede storica di via dell’Istria? Si farebbe un costoso doppione, rischiando per giunta di declassarlo ad appendice dell’ospedale di Cattinara.
 
 
 
Il Comitato spontaneo per la pineta di Cattinara chiede a Regione, ASUGI, Burlo Garofolo, Comune e ANAS di ridiscutere radicalmente l’Accordo di programma per:
 
preservare integralmente sia la pineta di Cattinara sia gli alberi dell’attiguo parcheggio visitatori;
desistere dal voler costruire a Cattinara il nuovo “Burlo”;
completare l’ampliamento e l’ammodernamento della sede di via dell’Istria;
rimettere al primo posto del cronoprogramma del progetto esecutivo dell’Accordo di programma il rifacimento del monoblocco centrale di Cattinara, ancora in alto mare;
cassare dall’Accordo di programma anche tutte le nuove strade, i nuovi parcheggi e le nuove strutture edili che comportassero danni permanenti alla vegetazione naturale di Cattinara;
rimboschire le aree del comprensorio ospedaliero in precedenza disboscate;
individuare un’area già edificata e infrastrutturata idonea dove realizzare un nuovo polo ospedaliero-universitario, oltre a quelli di Cattinara e del Maggiore: ad esempio l’ex caserma di via Rossetti, di proprietà demaniale, o i magazzini del Porto vecchio più prossimi al Molo IV, ora di proprietà comunale ma che la Regione FVG intende(va?) acquisire per trasferirvi molti dei propri uffici.
 
 
Per seguire la seduta in diretta da remoto sarà possibile cliccare su https://www.youtube.com/c/ConsiglioComunalediTrieste e poi ancora su “Live streaming del Consiglio Comunale di Trieste”.

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