Guerra Ucraina, Porro: "Guerra fratricida tra persone della stessa religione è un offesa a Dio"
Pubblichiamo da Salvatore Porro
la mia "dichiarazione di voto" sulle tre mozioni inerenti alla crisi "Russia - Ucraina"
Dichiarazione che non ho potuto illustrala in aula consiliare di oggi -
8.3.2022- , perchè l'assessore/Vicesindaco Serena Tonel, al termine delle illustrazioni dei tre primi firmatarI, le 'ha "FATTO PROPRIO"
(previsto dall'Art. 71 comma 3, del Regolamento del Conasiglio Comunale) Grazie cons. Salvatore Porro
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Grazie Presidente.
Colleghi, parlo come cattolico-mariano che, grazie ai pellegrinaggi a Medjugorje, ha avuto il piacere di conoscere centinaia di sacerdoti e religiosi dei due Paesi oggi in conflitto. Ho amici ucraini e amici russi, gente umile, laboriosa, che trasmettono con fierezza le loro tradizioni ai figli e nipoti.
La Russia, la Bielorussia e l’Ucraina hanno una parentela storica, etnica, religiosa, culturale e linguistica, e dell’antico e inestirpabile intreccio rappresentato da milioni e milioni di legami familiari.
Questa guerra fratricida tra uomini fratelli e sorelle, della stessa religione è un offesa a Dio che grida dal cielo: “La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello".
(Genesi 4).
Faccio proprio l’appello di papa Pio XII, fatto il 24 Agosto 1939, nello storico Radiomessaggio, ai governanti e ai popoli nell’imminenza della guerra. Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra.
Ritornino gli uomini a comprendersi. Riprendano a trattare. Trattando con buona volontà e con rispetto dei reciproci diritti si accorgeranno che ai sinceri e fattivi negoziati non è mai precluso un onorevole successo. E si sentiranno grandi – della vera grandezza – se imponendo silenzio alle voci della passione, sia collettiva che privata, e lasciando alla ragione il suo impero, avranno risparmiato il sangue dei fratelli e alla patria rovine.
Colleghi, non erano parole di vuoto pacifismo, né di complice silenzio sulle molteplici violazioni della giustizia che da più parti andavano compiendosi. In quel Radiomessaggio, che ancora qualcuno ricorda aver ascoltato, l’appello del Romano Pontefice invocava il «rispetto dei reciproci diritti», quale premessa per una fruttuosa trattativa di pace.
Colleghi confermo il mio voto FAVOREVOLE alle mozioni e propongo prima del voto di pregare una Ave Maria, accertato che in tutti i consigli comunali, provinciali, regionali e nel Parlamento molti hanno parlato della guerra, si sono votate mozioni ma nessuno ha pensato di pregare per chiedere a Dio la pace, per chiedere alla Regina della Pace la sua materna protezione ... LO FACCIAMO NOI?
La Regina della Pace preservi il mondo dalla follia della guerra”.
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