'Giù le mani dal Venezuela', il presidio diventa realtà: 50 in piazza Hortis sfidano il freddo (FOTO-VIDEO)

Questa mattina, domenica 4 gennaio 2026, piazza Hortis è diventata alle 10.30 il punto di incontro di una cinquantina di persone che hanno risposto all’appello “Giù le mani dal Venezuela”. Un presidio annunciato nei giorni scorsi e che si è concretizzato con la presenza di cittadini, attivisti e realtà impegnate sui temi della pace e della critica ai conflitti armati.
Volantini, slogan e messaggi politici
Al centro dell’iniziativa, la distribuzione di volantini e materiali informativi che denunciavano quella che i promotori definiscono un’aggressione imperialista contro il Venezuela. I testi richiamano la necessità di fermare l’escalation militare, respingere le logiche di ingerenza internazionale e riaffermare il principio di autodeterminazione dei popoli.
Una mobilitazione contro guerre e riarmo
Il presidio si è inserito in un contesto più ampio di mobilitazione contro le guerre e il riarmo, temi richiamati più volte dagli organizzatori nel corso della mattinata. Nei materiali diffusi si sottolinea come i conflitti internazionali, dall’Europa al Medio Oriente fino all’America Latina, vengano letti come parte di un’unica spirale di violenza e instabilità globale.
La partecipazione in piazza
Pur senza numeri imponenti, la presenza di circa cinquanta persone ha dato visibilità all’iniziativa nel cuore della città. La manifestazione si è svolta in modo pacifico, senza tensioni, con momenti di confronto tra i partecipanti e con i passanti incuriositi dai contenuti esposti.
Un segnale politico dalla città
Il presidio di piazza Hortis rappresenta, nelle intenzioni dei promotori, un segnale politico chiaro: mantenere alta l’attenzione su quanto accade in Venezuela e, più in generale, sulle dinamiche di guerra e riarmo che attraversano lo scenario internazionale. Un appuntamento che punta a inserirsi in un percorso di mobilitazione più ampio, dal basso, e che guarda oltre i confini cittadini.
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