Giovani al voto: Dudine: “le province possono servire” – Sossi: “i cittadini non le vogliono” (VIDEO)

È partito ufficialmente il ciclo di confronti “Giovani al voto”, destinato ad accompagnare il dibattito politico fino alle prossime scadenze elettorali. Il primo appuntamento del 2026 ha visto il confronto tra Riccardo Dudine di Idea Giuliana ed Enrico Sossi del Movimento 5 Stelle, con la conduzione di Luca Marsi. Un confronto inaugurale che segna l’avvio di un percorso che guarda alle elezioni amministrative, e forse provinciali, del prossimo anno, fino alle politiche e regionali successive.
Province sì o no: posizioni a confronto
Il primo tema affrontato riguarda la possibile reintroduzione delle province, con il passaggio parlamentare previsto il 22 gennaio. Riccardo Dudine si dice favorevole a enti di area vasta, chiarendo che non si tratterebbe delle province del passato ma di strutture intermedie con funzioni amministrative, capaci di mettere ordine tra competenze regionali e comunali. Dudine ipotizza una Trieste estesa a un’area più ampia, con poteri speciali, per rafforzare lo sviluppo industriale e ridurre l’impatto ambientale attraverso una pianificazione più efficiente.
Di segno opposto la posizione di Enrico Sossi, che esprime forti perplessità sulla necessità di reintrodurre un ulteriore livello amministrativo. Secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle, le province rischiano di aumentare burocrazia e costi senza una reale utilità percepita dai cittadini. Sossi sottolinea come oggi le funzioni siano già svolte dagli enti di decentramento regionale e come la reintroduzione di consigli provinciali elettivi comporterebbe nuove spese a carico della collettività.
I giovani e il tema delle province: disinteresse diffuso
Alla domanda su quanto il tema delle province interessi davvero i giovani, entrambi gli ospiti convergono su una constatazione netta. Dudine ammette che, tra le sue conoscenze, l’argomento non suscita particolare attenzione. Sossi conferma la stessa percezione: le province non sono considerate una priorità dai cittadini e tantomeno dai più giovani, che non avvertono l’esigenza di un nuovo ente amministrativo.
Il futuro del Salone degli Incanti tra cultura e nuove funzioni
Il confronto si sposta poi sul Salone degli Incanti, a partire da due proposte emerse dal pubblico: la trasformazione in biblioteca o in sala concerti. Enrico Sossi difende il valore delle mostre temporanee, ricordando l’importanza di mantenere spazi adeguati per esposizioni culturali di alto livello. A suo avviso, qualsiasi cambio di destinazione dovrebbe inserirsi in una visione complessiva della cultura cittadina, considerando anche altre strutture come l’Acquario e i futuri sviluppi del Porto Vecchio.
Riccardo Dudine concorda sull’alto valore culturale delle mostre, citando esempi recenti come Tolkien e Salgado, ma ricorda che esistono già proposte alternative. Tra queste, l’idea di un giardino d’inverno con spazi di studio per i giovani, aree di incontro e un bar, oltre a un secondo piano dedicato alla valorizzazione dei prodotti locali. Secondo Dudine, il Salone degli Incanti è sufficientemente ampio da consentire più funzioni contemporaneamente.
Verde pubblico e politiche urbane, lo scontro sulle priorità
Nel replicare, Sossi critica l’idea di creare un giardino al chiuso mentre, a suo giudizio, in città si assiste a un progressivo impoverimento del verde pubblico. Denuncia abbattimenti di alberi e una mancanza di prevenzione, sottolineando la necessità di maggiori risorse per l’ufficio comunale del verde. Dudine ribatte difendendo l’azione dell’amministrazione, citando interventi di riforestazione urbana e sostenendo che il bilancio comunale e i dati turistici dimostrano una gestione positiva.
Quali mostre per coinvolgere i giovani
Sul tema delle mostre più attrattive per il pubblico giovane, entrambi riconoscono la difficoltà di individuare una formula unica. Sossi propone un’alternanza di esposizioni capaci di intercettare fasce d’età diverse, ricordando esempi come le mostre sui videogiochi, i Lego e Salgado. Dudine si dice favorevole a proseguire sulla linea attuale, evidenziando come l’offerta culturale già copra un ampio spettro di interessi e come lo spazio potrebbe essere ulteriormente valorizzato con più mostre simultanee.
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