Futura su centro vaccini in Porto Vecchio: "Da quando si è materializzato, continuo susseguirsi di seri problemi organizzativi evitabili"
Pubblichiamo da Futura
Movimento Futura su nuovo centro vaccini anti Covid presso la Centrale idrodinamica di Porto Vecchio a Trieste: "Da quando si è materializzato c’è è stato un continuo susseguirsi di seri problemi organizzativi che, con un minimo di attenzione, potevano essere facilmente previsti, risolti ed evitati".
Da quando si è materializzato il nuovo centro vaccini anti Covid in Porto Vecchio a Trieste, presso la Centrale idrodinamica, c’è è stato un continuo susseguirsi di seri problemi organizzativi che, con un minimo di attenzione, potevano essere facilmente previsti, risolti ed evitati.
Innanzitutto risulta del tutto inaccettabile il cambio di sede vaccinale avvenuto all’insaputa dei cittadini già in lista e indirizzati, in origine, a Cattinara. Incredibile che non si sia provveduto ad avvertire direttamente e tempestivamente le persone del cambio di sede e del nuovo orario, costringendo molti anziani e i loro accompagnatori (ricordiamo che questa fase del ciclo vaccinale riguarda prevalentemente persone over 75 anni) a ricerche telefoniche su linee intasate e quasi costantemente occupate.
In secondo luogo desta sconcerto la sistemazione all’aperto delle persone in attesa del loro turno: al sole, senza una seggiola su cui accomodarsi per tutto il tempo necessario, senza la possibilità di bere un semplice bicchiere d’acqua.
Senza considerare che, mentre i vaccini vengono somministrati tutti i giorni della settimana - da domenica a domenica - non altrettanto avviene per il trasporto pubblico, che nei fine settimana non transita davanti alla centrale Idrodinamica, costringendo così gli utenti (persone fragili e anziane) a lunghi tragitti a piedi con qualunque tempo. Costringere gli anziani a lunghi percorsi a piedi e farli aspettare il turno all’aperto, in piedi, senza prevedere un minimo di comfort o sostegno per le loro condizioni di salute, appare realmente e semplicemente abominevole. Soprattutto tenuto conto che, come detto, la fase vaccinale riguarda specificatamente gli over 75, e che viviamo in una città con un’alta percentuale di popolazione anziana, spesso affetta da limitazioni funzionali importanti. È veramente singolare come l’organizzazione abbia trascurato di dare risposta a tutte le necessità di base indispensabili a queste persone anche quando nella procedura tutto va per il verso giusto. Siamo una Regione che si vanta pubblicamente della tempestività e alta qualità delle procedure sanitarie necessarie al contrasto della pandemia, ma poi, all’atto pratico, nella realtà oggettiva, questo vanto è realmente giustificato?
Detenere la percentuale più alta in Italia di vaccinati in una regione piccola e con pochi abitanti come la nostra non è un gran vanto, visto che bastano piccoli numeri per ottenere livelli percentuali importanti .
Siamo veramente certi che si stia facendo tutto quanto possibile? Era realmente impossibile trovare un accordo con il gestore del servizio di trasporto pubblico locale per aumentare le corse degli autobus? Era realmente impossibile montare una tensostruttura davanti al centro vaccinale, con all’interno delle sedie poste in file a distanza di sicurezza? Era impossibile collocare un distributore di bottigliette d’acqua? Era impossibile contattare telefonicamente le persone e avvisarle del cambio di luogo preposto alle vaccinazioni? Crediamo veramente di poterci nascondere dietro al fatto di aver pubblicato la notizia sui social ? Dove ovviamente è noto che gli ultraottantenni partecipano grazie all’uso abituale di internet...
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