mercoledì 5 agosto 2026
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Politica

Fogar: "Acciaieria e Dragaggi: cosa ci aspetta"

Luca Marsi·

Pubblichiamo da Maurizio Fogar

Come ho da sempre sostenuto quello accaduto finora, soprattutto le chiacchiere e gli annunci della politica, è stato solo l'antipasto, o se preferite la premesse all'evolversi della situazione.
 
Il punto di svolta si è palesato con le improvvide certezze del leghista Giorgetti, ad omaggiare la Danieli a casa sua e poi a Trieste, ove il Ministro per lo Sviluppo Economico ha dato per cosa fatta la questione Laminatoio a ciclo completo a Muggia, anche se, debole in geografia, lo ha definito “il fiore all'occhiello di Trieste”.
 
Dicendo però anche una cosa vera: ovvero le ricadute dell'inquinamento prodotto dalla nuova Acciaieria di Noghere-Aquilinia investiranno parimenti pure Trieste e San Dorligo, oltre Muggia.
 
Sono queste dichiarazioni, e soprattutto il non detto che annunciavano, che mi hanno convinto ad accettare l'offerta da tanti muggesani avanzatami in questi mesi, di optare per la candidatura a Sindaco di Muggia, rinunciando a quella di Trieste. Lo esigevano le nuove dichiarate condizioni che davano il via al passaggio alla vera e propria fase critica sulla questione.
 
Perchè la partita decisiva inizierà a fine settembre, prima metà di ottobre, esattamente in concomitanza con l'esito delle elezioni amministrative di Muggia e Trieste del 3-4 ottobre, con le notizie sulle decisioni della multinazionale ucraina Metinvest a cui è associato il Gruppo friulano Danieli.
 
E stavolta non basterà ripetere come un disco rotto “non lam”, una battuta da Bagaglino e da avanspettacolo, ma si entrerà nel merito del confronto tecnico ed amministrativo, dove non si può bluffare sulla propria ignoranza che lorsignori ti ingurgitano in un amen e senza bisogno neppure del ruttino di circostanza.
 
E se la Lista civica Muggia non avrà ottenuto la maggioranza degli eletti in Consiglio comunale, che tecnicamente passa per la mia elezione a Sindaco, la legge elettorale questa è, e dunque non avrà i numeri per impedire la variante al Piano regolatore urbanistico per l'area delle Noghere, il finale è già scritto.
Personalmente mi sono studiato per molte ore e giorni il funzionamento del Laminatoio gemello operante da alcuni anni a San Giorgio di Nogaro, mi sono riletto il centinaio di pagine di schede tecniche e prescrittive dell'AIA regionale, ed il quadro che ne esce, per altro già sufficientemente abbozzato dalla pubblicazione curata dalla Danieli per lo stabilimento alle Noghere, edita ad aprile, ma pare sia l'unico che a Muggia ed in tutta Trieste l'abbia letta, è devastante per l'impatto ambientale, in particolare per le emissioni dei forni, non solo quelli di riscaldamento che carburano a Gas Metano, altro che “decarbonizzazione”, ma soprattutto quelli dei reparti di zincatura, smerigliatura e soprattutto verniciatura, già operanti a San Giorgio e previsti per Aquilinia.
 
Un mix di ossidi di Azoto e di Zolfo che al contatto con l'umidità si trasformano in Acido Solforico, e che si andranno a sommare alle tonnellate di metri cubi di Co2, Anidride Carbonica, in uscita dai forni alimentati a Gas Metano.
 
In più si aggiunge, oltre all'inquinamento acustico (altro che i 55 decibel di massima annunciati dalla proprietà, che a San Giorgio, stessa solfa, la Regione li ha elevati d'ufficio a 70 DB sulla media delle 24ore), il grave problema dei depositi a cielo aperto, a San Giorgio come in futuro alle Noghere, degli scarti di lavorazione e delle montagnole dei fanghi “palabili” per migliaia e migliaia di tonnellate, oltre al consumo massivo di energia elettrica ed acqua.
 
Senza considerare l'intensissimo continuo traffico di Tir che ha costretto il Prefetto di Udine ad emettere una ordinanza straordinaria per limitarne l'accesso, che intasavano la statale per San Giorgio.
 
Dunque la difesa della comunità di Muggia, e quindi di Trieste e San Dorligo, è subordinata a due condizioni preliminari: la maggioranza in Consiglio degli eletti della Lista civica Muggia, che dei camaleonti è meglio non fidarsi, ed il possesso delle capacità tecnica ed amministrativa necessarie per affrontare un confronto che su questo campo avverrà, e che non si improvvisa recitando il rosario del “no lam”.
 
Personalmente ho alle spalle una pluriventennale esperienza maturata sulla vicenda Ferriera, e non solo, tanto che lo stesso Arvedi si è rivolto al Circolo Miani per pianificare la riduzione del danno (inquinamento acustico, spolveramenti, funzionamento degli impianti per la riduzione delle emissioni) nei due ultimi anni di produzione dello stabilimento siderurgico. Ed i risultati si sono visti, eccome, alla faccia dell'Arpa, della Regione, del Comune e dei comitatini asserviti ai partiti.
 
Stessa e parallela vicenda possiamo prevedere sulla questione dragaggi, tre, nel Vallone di Muggia, ma su questo abbiamo già diffusamente scritto e parlato, e lo rifarò negli incontri informativi sul territorio che a breve inizieranno a Muggia.
 
Poi come sempre l'ultima parola, giusta o sbagliata che sia, spetta sempre e solo ai cittadini elettori come si usa in democrazia, solo che stavolta questa non sarà una elezione “normale” ma un referendum su salute, qualità della vita, tutela dei propri legittimi interessi e futuro di Muggia, ma anche di Dolina e Trieste.
Auguri di scegliere per il meglio.

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