Pubblichiamo da Femca Cisl Fvg.
'Bocciato il piano di riorganizzazione AcegasApsAmga'Per la Femca Cisl si tratta di "interventi unilaterali, non concertati con le parti sociali. Al di là dei meri accorpamenti, mancano obiettivi precisi"
Il piano di riorganizzazione presentato i giorni scorsi da AcegasApsAmga non piace alla Femca Cisl, né per i contenuti, né per il metodo con cui è stato redatto.
"Al di là dei meri accorpamenti di alcune funzioni e la riorganizzazione di ruoli di responsabilità – fa sapere la categoria in una nota stampa - ci saremmo aspettati, da una parte, un approccio graduale e partecipato, fondato sulla preliminare valutazione congiunta dell’efficienza delle nuove funzioni, e, dall’altra, una definizione chiara tra risultati ottenuti e attesi, anche attraverso la previsione di indicatori precisi e trasparenti per misurare la produttività e l’efficacia del nuovo contesto operativo".
“Ci sembra – commentano i rappresentanti della Femca Cisl in azienda – un’operazione calata dall’alto e imi lavoratori, che rischia di generare un clima di risentimento e di inutili tensioni. Non si può pensare che questioni così complesse si risolvano con una informazione di facciata, frettolosa e carente, dove 40/50 pagine, peraltro mai consegnate al sindacato, vengono liquidate con una spiegazione di 20 minuti. E dove la riorganizzazione, nonostante sia in pancia all’azienda, per usare un termine caro alla direzione, già da otto mesi, venga sottoposta al sindacato cinque giorni prima della sua attuazione mettendo le organizzazioni sindacali e i lavoratori di fronte al fatto compiuto”.
Nello specifico, diversi sono i punti critici ravvisati dalla Femca, a partire dalla mancanza di proiezioni sui vantaggi che la riorganizzazione dovrebbe generare sugli utenti finali e il territorio.
Quanto alla riorganizzazione dei ruoli di responsabilità – fa sapere la categoria cislina – non è stato possibile entrare nel merito della questione perché l’azienda ha liquidato il problema precisando che questo aspetto sarebbe stato gestito attraverso precisi ordini di servizio. Inoltre, in questa “girandola di teste” non è dato sapere quante persone risultano coinvolte, fino a che livello d’inquadramento si interverrà, ma soprattutto se i lavoratori interessati manterranno le loro professionalità e le loro competenze acquisite da anni di esperienza, senza incorrere in forme di umilianti declassamenti.
"Ciò che appare chiaro – incalza la nota della Femca - è che AcegasApsAmga interviene, nei confronti dei lavoratori interessati da questa riorganizzazione, in modo unilaterale e con una richiesta di prestazione lavorativa da eseguire in forma coatta. Uno strumento di programmazione dell’attività aziendale che offende la dignità e i diritti delle persone, sindacalmente inaccettabile, e che non tiene in debito conto le relazioni interpersonali e delle risorse umane, ma solo il loro ruolo all’interno dello scacchiere”. Questo modo di procedere mortifica il sistema delle relazioni sindacali, annulla le prerogative degli accordi Interconfederali e del Ccnl sulla partecipazione organizzativa, e rende poco credibili i contenuti sulla responsabilità sociale d’impresa e sul codice etico di cui il gruppo Hera si fa vanto."