Donazioni a Trieste, Dambrosi: «Zaini e prezzi in bella vista, sembra una marchetta pubblicitaria»

Nuovo intervento di Roberta Dambrosi, consigliera della V Circoscrizione di Trieste, sul tema delle iniziative benefiche e delle raccolte di materiale. Questa volta Dambrosi punta l'attenzione sulle modalità con cui sarebbe stata presentata una raccolta di zaini, criticando sia la presenza ben visibile del marchio e del prezzo dei prodotti sia, secondo quanto sostiene, l'assenza dell'indicazione pubblicitaria e di informazioni chiare su chi raccoglierebbe le donazioni.
«Pensavo di sorvolare ma siamo al limite della decenza», esordisce Dambrosi nel suo intervento.
La critica sulla privacy e sugli zaini mostrati
La consigliera parte dalla scelta di non mostrare i volti delle persone coinvolte, motivata, secondo quanto riporta, dalla tutela della privacy.
Dambrosi contesta però quella che considera un'incoerenza rispetto ad altre situazioni: «“Non mostro i volti per la privacy”, che invece nel caso dei minori italiani era trascurabile, ma metto in bella vista gli zaini specificando a tutti che costano 6,99 e sono di Decathlon».
Una critica molto netta, che la consigliera accompagna con una propria valutazione: «Insomma una bella marchetta pubblicitaria».
Si tratta, naturalmente, della valutazione espressa da Dambrosi nel proprio intervento, senza che dal materiale fornito emergano elementi che consentano di stabilire l'esistenza di un rapporto pubblicitario.
«Senza ADV l’indicazione su chi e dove raccoglie le donazioni»
Dambrosi solleva poi un'altra questione, relativa alle modalità con cui l'iniziativa sarebbe stata comunicata.
«E senza ADV l'indicazione su chi e dove si raccolgono le donazioni», scrive.
La consigliera concentra quindi la propria critica sulla compresenza, nella comunicazione contestata, del riferimento al prodotto, al prezzo e al marchio.
Il riferimento al colosso dello sport
Nel post Dambrosi si domanda anche se l'azienda citata sia a conoscenza dell'associazione del proprio nome a iniziative di questo genere.
«Capisco che qualche centinaio di migliaia di euro non cambiano il bilancio di questo colosso dello sport, ma mi chiedo se è consapevole di essere associato a queste iniziative?», afferma.
Anche questo passaggio viene riportato come interrogativo sollevato dalla consigliera, senza attribuire all'azienda alcun coinvolgimento diretto nell'organizzazione della raccolta sulla base del materiale disponibile.
Dambrosi: «Nel nome della beneficenza non si può fare qualsiasi cosa»
La conclusione dell'intervento allarga il ragionamento oltre il singolo episodio.
«Non è possibile che, nel nome della beneficenza, si possa fare qualsiasi cosa in un continuo moto di anarchia», sostiene Dambrosi.
Una nuova presa di posizione con cui la consigliera della V Circoscrizione torna dunque sul tema delle donazioni e delle iniziative benefiche, chiedendo maggiore attenzione alle modalità con cui vengono promosse e comunicate.
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