Depositate questa mattina oltre 8mila firme in Consiglio regionale per il suicidio assistito (FOTO-VIDEO)
Oltre 8mila firme a supporto di una proposta di legge che, quale obiettivo dei promotori, possa indicare procedure, ruoli, tempi certi e gratuità per le persone gravemente malate e sofferenti che intendono richiedere l'accesso alla morte volontaria assistita, quando le condizioni di sofferenza diventano estreme e irreversibili (come previsto da una sentenza della Corte Costituzionale).
Le 8.266 sigle raccolte a partire dal 25 marzo nell'ambito della
campagna "Liberi subito" (2.600 nel Pordenonese, 2.200 a Trieste,
1.700 nell'Isontino e 1.600 nell'Udinese) sono state consegnate
questa mattina dall'associazione Luca Coscioni nella sala Verde
del palazzo del Consiglio regionale a Trieste, quale punto di
partenza verso una pdl regionale di iniziativa popolare, affinché
venga riconosciuto il suicidio medicalmente assistito.
L'iniziativa legata al tema del fine vita aveva precedentemente
avuto avvio in piazza Cavana, da dove si era sviluppato un corteo
che si è infine esaurito in piazza Oberdan, dove sono stati
depositati gli scatoloni contenenti le sottoscrizioni.
Tra i consiglieri regionali presenti, oltre ai dem Laura Fasiolo
e Roberto Cosolini con Furio Honsell di Open Sinistra Fvg, anche
Enrico Bullian (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg), primo
firmatario della mozione sul fine vita, sottoscritta da
rappresentanti di tutti i Gruppi di opposizione, la cui
discussione in Aula è stata rinviata a fine novembre dopo un
approfondimento sul tema in sede di Commissione consiliare
competente per materia.
Nel corso dei loro interventi, Matteo Mainardi e Raffaella
Barbieri (rispettivamente coordinatore nazionale e coordinatrice
regionale della campagna) hanno evidenziato, in rappresentanza
delle varie cellule territoriali dell'associazione Coscioni, il
fatto che "nonostante bastassero 5mila firme, abbiamo superato
addirittura le 8mila. Sostenendo la causa dei diritti e
dell'autodeterminazione, insieme a tutti questi cittadini
vogliamo evitare che persone come Anna, che aveva chiesto di
avviare l'iter per essere accompagnata al suicidio medicalmente
assistito, siano costrette ad attendere mesi e mesi per un
diritto riconosciuto dalla Corte costituzionale".
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