Pubblichiamo dal Comitato spontaneo per la Pineta di Cattinara
Il Comitato spontaneo per la Pineta di Cattinara, Legambiente Trieste - Circolo Verdeazzurro e l’associazione Triestebella hanno trasmesso un appello alla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio del FVG affinché attivi subito per la Pineta di Cattinara tutte le misure di tutela che il Codice dei beni culturali e del paesaggio le assegna già ora quale organo territoriale del Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo. Così potrebbe impedire l’annunciata distruzione dello storico boschetto, rivendicando presso l’ASUGI e la Regione FVG il proprio ruolo di organo di garanzia affidatole dalla legge.
Gli strumenti giuridici offerti dal Codice alla Soprintendenza per tutelare la pineta sarebbero numerosi. Il più esplicito è l’art. 142, che considera «aree tutelate per legge», ovvero beni paesaggistici in quanto «sono comunque di interesse paesaggistico e sono sottoposti alle disposizioni di questo Titolo», anche «g) i territori coperti da foreste e da boschi […]». La Pineta di Cattinara sarebbe già ora un bene paesaggistico in quanto l’art. 6, comma 1 della Legge Regionale 9/2007 la riconosce come bosco.
Secondo i tre firmatari dell’appello, la Pineta di Cattinara potrebbe configurarsi come bene paesaggistico anche ai sensi dell’art 136 del Codice, rientrando a vario titolo in tutte e quattro le categorie elencate «per il loro notevole interesse pubblico»:
a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale, singolarità geologica o memoria storica, ivi compresi gli alberi monumentali;
b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della Parte seconda del presente codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza;
c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale, inclusi i centri ed i nuclei storici;
d) le bellezze panoramiche e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.
I tre gruppi ambientalisti chiedono alla Soprintendenza di verificare se, oltre che come “bene paesaggistico”, la Pineta di Cattinara potrebbe venir considerata anche come “bene culturale” propriamente detto ai sensi dell’art. 10, lettera f) del Codice, il quale indica tra questi «le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico».
L’applicazione dell’art. 20, primo comma del Codice, secondo cui «i beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione», costituirebbe per la Pineta di Cattinara uno scudo protettivo che ne scongiurerebbe il previsto smantellamento.
Nell’appello vengono indicati anche altri articoli del Codice di cui la Soprintendenza potrebbe avvalersi per tutelare la pineta.
A scanso di equivoci e ai fini di una più efficace tutela, gli ambientalisti invitano la Soprintendenza a valutare se è opportuno o addirittura necessario che faccia anche una esplicita dichiarazione di «interesse culturale» della Pineta di Cattinara ai sensi degli articoli 13, 14 e 15 del Codice.
Insieme all’appello, di 8 pagine, Comitato, Legambiente e Triestebella hanno spedito alla Soprintendenza un promemoria di 19 pagine a cura del Comitato sul nuovo ospedale materno infantile “Burlo Garofolo” e le altre opere impattanti previste a Cattinara.