domenica 9 agosto 2026
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Politica

Ferriera, area a caldo «Cgil: I 52 lavoratori occupati sono in continuazione di contratto di lavoro presso agenzie interinali»

Luca Marsi·

Pubblichiamo da NIdiL CGIL TRIESTE

Le ultime dichiarazioni apparse a mezzo stampa da parte dell'Assessore Rosolen sugli exlavoratori in somministrazione di Arvedi continuano a suonare ridondanti e non corrette. L'assessore viene facile snocciola quattro dati in colonna senza che, nel merito, venga fatta alcuna analisi sia riguardo al presente che riguardo al futuro. Basterebbe interpellare gli interessati per scoprire che la situazione è ben diversa da quella descritta.

Al di là di quei 14 lavoratori che a vario titolo risultano impegnati in determinati corsi o che, diversamente, hanno rifiutato di prendervi parte e solo per quest'ultimi la Regione può vantare un qualche merito, il dato falsato risulta senz'altro quello dei 52 occupati che da un lato serve alla Regione nei confronti dell'opinione pubblica (ma difficilmente potrà ottenere questo risultato da parte dei lavoratori coinvolti) e dall'altro lato si vuole nascondere con una mezza verità per 1celare la mancanza di reali risultati verso una situazione che ad oggi continua a non avere una soluzione e i cui strascichi si ripercuotono esclusivamente sui lavorati e le loro famiglie.

I 52 lavoratori che risultano occupati, di cui l'assessore ha conoscenza, sono in continuazione di contratto di lavoro presso le agenzie interinali con il quale entrarono all'interno di Arvedi (chi prima, chi dopo).

Ma questo non vuol dire che siano occupati, che stiano lavorando. Seppur alcuni di loro (pochi) ad oggi siano stati ricollocati presso altre aziende, la restante parte continua ad essere a casa senza un lavoro e con solo la miserrima indennità di 650€ netti garantita dalle ApL. Va aggiunto, peraltro, che al di là di sporadici casi, chi è riuscito ad essere ricollocato dalle agenzie in molti casi lo è stato per pochi mesi in sostituzione ferie e, in ogni caso, sempre con contratti brevi rinnovati di mese in mese che non garantiscono alcuna prospettiva ne alcuna stabilità, quindi una realtà ben lontana dalle promesse fatte.

Ricollocazione che, va detto, è avvenuta esclusivamente su iniziativa dei lavoratori stessi o delle agenzie nel quale lavorano, non certo grazie all'interessamento delle Istituzioni. Ma siccome sulla carta risultano “occupati” in forza di quel contratto, la politica ritiene evidentemente che il problema sia risolto.

Eppure questo particolare caso di occupazione sui somministrati era palese fin dall'inizio e così sarebbe dovuto essere anche a chi ha la delega al lavoro. Non era invece chiaro all'assessore quando, riguardo ai percorsi formativi predisposti per Fincantieri (o per l'indotto), già il 10 luglio faceva riportare a mezzo stampa che “per partecipare ai corsi, essere disoccupati non è un requisito necessario”; frase che venne prontamente smentita tanto da questa O.S. quanto dallo stesso Centro per l'Impiego che nei giorni successivi comunicò a tutti gli interessati l'impossibilità di partecipare ai corsi per mancanza dei requisiti. Nelle ultime dichiarazioni questa sembra invece essere diventata un assioma sempre sostenuto e risaputo da parte della Regione, lasciando in ogni caso un vuoto di intenti nella propria discutibile azione politica con riferimento agli impegni presi. Il punto dove troviamo massima condivisione con l'assessorato al lavoro riguarda la latitanza del Ministro Patuanelli, che ha già mostrato più volte l'inadeguatezza al ruolo e la pochezza della sua azione politica e che ancora più vergognosamente ha sempre rifiutato di instaurare un confronto costruttivo, nell'interesse dei lavoratori, con la scrivente organizzazione sindacale cestinando sistematicamente ogni nostra ripetuta richiesta d'incontro.

I lavoratori sono a casa. Le promesse risalenti a giugno sull'assorbimento da parte di Icop-plt degli interinali non hanno più avuto seguito, accodandosi alla lunga sfilza di false promesse ormai bollabili come mera propaganda politica.

I lavori di smantellamento e riconversione della ferriera sembrano procedere a rilento rispetto al cronoprogramma e il sito dell'area a freddo è rimasto cristallizzato, senza che alcun lavoro, neanche il più banale, sia stato iniziato per i lavori di costruzione gli impianti di zincatura e verniciatura previsti dall'Accordo di Programma; eppure c'è chi per aver promesso quei lavori ha intascato milioni di euro, portandone una parte lontano da Trieste, il tutto sempre e comunque sulle spalle dei soggetti meno degni di tutela da parte della politica ad ogni livello, ossia i lavoratori e le loro famiglie.

Se a tutto questo andiamo a sommare anche i legittimi timori di tutti i lavoratori ancora in cassa integrazione, che non sono stati interessati dalla rotazione se non in minima parte (diversamente dalle promesse fatte) nonché la paradossale situazione di imporre che i percorsi di formazione siano attuati in costanza di ammortizzatori sociali, quindi a spese della collettività, a zero costi per l'azienda la situazione diventa sempre più grottesca.

Il finale di questo infinita situazione rimane sempre lo stesso: Chi riesce a ricollocarsi lo fa con le sue forze; chi doveva dar seguito alle proprie promesse o si auto-elogia per risultati che nessuno dei lavoratori ha mai visto o, peggio, scompare vilmente negandosi al confronto.

Non permetteremo che i riflettori si abbassino sulle vite di queste numerosissime famiglie, vittime di interessi politicoimprenditoriali mal gestiti fin dalla prima ora e speriamo, come sempre, che l'unità sindacale a cui auspichiamo dia quella forza necessaria affinché ogni parte in campo risponda davanti ai lavoratori delle proprie responsabilità, delle proprie promesse.

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