Assemblea pubblica sul futuro dell’acqua: delineata la strada per ripubblicizzare il servizio

Si è tenuta ieri pomeriggio - 10 giugno - presso la sala della Comunità Serbo-Ortodossa di via Genova 12 l’Assemblea Pubblica sul futuro dell’acqua a Trieste e in Carso. L’iniziativa, indetta da Adesso Trieste e Patto per l’Autonomia, ha visto una grande partecipazione e un significativo coinvolgimento della cittadinanza intorno a un tema concreto che riguarda direttamente la vita quotidiana delle triestine e dei triestini. Ospite dell’assemblea Tommaso Fattori, tra i promotori dei due quesiti referendari che ottennero, nel 2011, un “Sì” da parte della maggioranza assoluta dell’elettorato: «A quindici anni dalla straordinaria vittoria referendaria del 2011 per l'acqua bene comune il miglior modo per festeggiare è attuare quella volontà popolare, anche qui a Trieste. È inaccettabile che su un bene essenziale in un regime di monopolio naturale continuino ad essere realizzati profitti privati parassitari alle spese della cittadinanza. Lottiamo per un servizio che sia economico, socialmente e ambientalmente efficace, grazie a una gestione pubblica e partecipata», ha dichiarato nel corso della discussione.
Giulia Massolino, Consigliera regionale del Patto per l’Autonomia, ha aggiunto: «Anche grazie al nostro impegno e all’interesse dimostrato dalla cittadinanza, la partita del futuro del servizio idrico integrato a Trieste è apertissima. Già nel 2024 la Regione si era espressa nella direzione di un soggetto gestore pubblico, da costituire a partire dalle realtà regionali in house che hanno competenze e capacità per sostenere questa operazione; ciononostante, l’Assessore Scoccimarro ha recentemente risposto a una nostra interrogazione sul tema senza chiarire quale sia l’orientamento della Giunta Regionale in occasione della scadenza della concessione su Trieste. Noi riteniamo che il ruolo della Regione sia strategico in questa partita, soprattutto in relazione alla copertura del valore residuo degli investimenti, che il gestore subentrante deve anticipare all’uscente, e la cui entità è ancora oggetto di valutazione».
«Fino a qualche mese fa la scadenza della concessione del 2027 era taciuta dalle istituzioni cittadine e trattata come una questione meramente tecnica. Grazie al nostro lavoro di analisi, denuncia e proposta siamo riusciti a inserirla nell’agenda politica della città. Con la pressione popolare che può partire da momenti come l’Assemblea di questa sera potremo portare fino in fondo questo impegno, restituendo l’acqua di Trieste alla città e costruendo un servizio di qualità, trasparente ed equo dal punto di vista economico, sociale e ambientale. – ha concluso Riccardo Laterza, Capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio Comunale, delineando alcuni degli elementi concreti necessari per dare attuazione a questo indirizzo politico – Oltre a una chiara volontà politica, servono un piano industriale pubblico che garantisca continuità occupazionale, valorizzazione del know-how e investimenti, un impegno sulla copertura del valore residuo da parte della Regione e un nuovo modello di governance che coinvolga realmente territori, lavoratori e utenti».
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