Adesso Trieste presenta i risultati del processo di mappatura partecipata dei rifugi climatici

"Nonostante lo scorso anno uno studio del CNR abbia rivelato che Trieste è il terzo capoluogo di regione per intensità del fenomeno dell’isola di calore urbana, con 4,8 gradi in più in città rispetto alle aree verdi circostanti, e quest’anno dalla fine di maggio si siano già susseguite tre ondate di calore straordinarie per intensità e durata - dichiara Riccardo Laterza, capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio Comunale - il Comune non ha ancora istituito una rete di rifugi climatici, luoghi freschi sia all’aperto che al chiuso liberamente accessibili al pubblico che offrono sollievo e protezione dalle temperature estreme che mettono a rischio la salute pubblica, in particolare quella dei soggetti più fragili. Finché non si aumenta il verde in modo diffuso in tutta la città per far diminuire la temperatura, è indispensabile che ci sia una rete capillare di rifugi climatici facilmente raggiungibili da tutti a poca distanza da casa. Il Comune ha ricordato alla cittadinanza che cinque biblioteche sono dotate di aria condizionata, ma non basta: solo l’emeroteca in piazza Hortis, infatti, è aperta la domenica, per questo serve ampliare la rete dei rifugi climatici, includendo anche parchi e giardini ombreggiati e altri edifici pubblici come i musei. Durante le giornate di emergenza caldo bisogna ampliare gli orari di apertura e garantire l’accesso gratuito alle persone più vulnerabili. I rifugi climatici non devono essere solo luoghi freschi ma infrastrutture sociali vive che favoriscono l’aggregazione per contrastare la solitudine, concausa di molti decessi per il caldo. Sarebbe utile organizzare anche delle attività, sia di intrattenimento che di sensibilizzazione sui corretti comportamenti da adottare durante le giornate più calde, per rendere questi luoghi attrattivi. La rete, inoltre, va estesa grazie anche alla collaborazione con altri soggetti, come comunità religiose, fondazioni e associazioni, disponibili a mettere a disposizione ulteriori spazi e risorse.”
“Questa primavera in occasione dei Climate Action Days, iniziativa promossa dal Patto Europeo per il Clima, abbiamo avviato un processo partecipativo - racconta Marco Slavich, coordinatore dell’Assemblea Ecologia di Adesso Trieste - Durante l’evento del 28 marzo scorso in Largo Barriera è iniziata la raccolta di suggerimenti da parte della cittadinanza sui potenziali rifugi climatici utilizzando una mappa della città prodotta con dati satellitari che evidenzia le zone più cementificate e carenti di verde, quelle più soggette alla formazione delle isole di calore, dove è prioritario creare dei rifugi climatici. Una successiva analisi ha classificato gli oltre 100 luoghi suggeriti in base alla fattibilità: una settantina sono già idonei, mentre altri 50 circa necessitano di lavori di adeguamento. Oltre a parchi e giardini, nel centro città, dove questi scarseggiano, abbiamo individuato degli spazi interni climatizzati come la sala Bobi Bazlen al piano terra del Museo Teatrale Schmidl, che dispone anche di un punto di bookcrossing, e le sale espositive al piano terra del palazzo del Municipio e di Palazzo Costanzi. Tra i luoghi che invece necessitano di interventi più rilevanti per poter diventare dei rifugi climatici sono stati segnalati Largo città di Santos, le aree verdi abbandonate in via della Cereria dietro alla palestra Cobolli e dell’ex Domus Civica in Strada Vecchia dell'Istria a Valmaura da trasformare in giardini, l’ex centro civico di via Caprin a San Giacomo, chiuso e inutilizzato da anni, e il Salone degli Incanti. In generale abbiamo rilevato una scarsa disponibilità di spazi al chiuso idonei a essere rifugi climatici e la necessità di migliorare la vivibilità degli spazi aperti verdi disponibili per permettere alle persone di potervi trascorrere anche delle ore: bisogna aumentare il numero di panchine all’ombra e installare fontanelle e bagni pubblici, questi ultimi estremamente rari in tutta la città.”
“Questo lavoro partecipato è culminato nella presentazione di mozioni nelle circoscrizioni del centro città dove il fenomeno dell’isola di calore urbana è più intenso - dichiara Slavisa Skipina, Consigliere Circoscrizionale di Adesso Trieste in V Circoscrizione - Questi atti istituzionali chiedono ai presidenti delle circoscrizioni di investire le commissioni urbanistiche del compito di stilare la lista dei rifugi climatici di propria competenza anche sulla base delle proposte della cittadinanza e di farsi portavoce presso gli assessori competenti affinché venga istituita formalmente la rete cittadina di rifugi climatici. Le nostre mozioni sono già state approvate in IV, V e VI Circoscrizione dove ora inizierà il lavoro delle commissioni urbanistiche per definire la lista dei rifugi da trasmettere poi agli assessori comunali. Nelle altre Circoscrizioni le mozioni saranno presentate e discusse prossimamente.”
“All’assestamento di bilancio regionale in discussione in questi giorni abbiamo di nuovo presentato un emendamento per la mappatura dei rifugi climatici, così come abbiamo riproposto gli emendamenti bocciati in precedenza per la depavimentazione delle superfici, per il sostegno dei vivai regionali per poter avere a disposizione le essenze in numero e dimensione adeguati per interventi urgenti, anche temporanei, di riduzione delle isole di calore, o su misure per affrontare il caldo estremo all’interno del carcere” - conclude Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia - Civica FVG. “Vedremo se quest’anno la Giunta avrà sofferto il caldo abbastanza da tenerle finalmente in considerazione. Ormai è evidente che non si tratta di un problema temporaneo ma di una nuova realtà per i nostri territori, e non di una questione ambientale ma soprattutto di salute e benessere delle persone e di lotta alle disuguaglianze. Bisogna agire in fretta per rendere i nostri territori più vivibili”.
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