“La crisi climatica è un’emergenza molto seria e non possiamo più consentirci un’Amministrazione comunale che invece di investire in infrastrutture verdi e parchi urbani continua a produrre cementificazioni e parcheggi che creano isole di calore, aggravando la situazione. Gli esempi più recenti sono quello dell’area della Maddalena, ridotta a un’enorme piattaforma di cemento, e della palestra-cubone di San Giovanni. Ma Dipiazza ha in mente di peggio: sacrificare una parte della pineta di Cattinara per far posto all’ennesimo parcheggio. Per scongiurare questo scempio la cosa migliore è cambiare Sindaco e Giunta. Intanto domani alle 10 parteciperemo alla manifestazione indetta Comitato per la difesa della pineta di Cattinara”. Così Riccardo Laterza, candidato sindaco di Adesso Trieste alla conferenza stampa che ha presentato il programma di AT per il verde urbano.
Si tratta di 5 proposte che riguardano la pianificazione, la realizzazione e la gestione delle infrastrutture verdi con le quali rendere più vivibili tutti i rioni della città. Si parte dalla stesura di un Piano strategico per definire interventi di sviluppo e valorizzazione del verde urbano e periurbano in un orizzonte temporale medio-lungo, in modo da ridurre le isole di calore e predisporre corridoi verdi e parchi lineari che possano incentivare la pedonalità. “Un sistema utilizzabile da tutti i cittadini a piedi e in bicicletta per le attività quotidiane, come recarsi al lavoro e a scuola, al mercato o presso uffici pubblici o fare attività sportive - spiega Deborah Borca, candidata al Consiglio Comunale -. Oltre ad abbassare la temperatura percepita, i corridoi alberati aumentano la qualità dell’aria, rendono più piacevoli le strade, riducono lo stress, aumentando il benessere fisico e psichico delle persone. Inoltre, diversificando le specie arboree, aiutiamo le nostre città a ospitare anche una maggiore biodiversità di insetti e uccelli”.
Un secondo punto prevede il coinvolgimento di associazioni, comitati e cittadini nella progettazione e cura degli spazi verdi, inclusi orti urbani e foreste di frutta. Vanno recuperati giardini abbandonati e aree verdi degradate, in modo che ogni rione abbia almeno un’area verde di qualità entro un raggio di 15 minuti. “Questi spazi all’aperto possono diventare veri e propri centri di socialità, in cui svolgere attività sportive ma anche dove hanno luogo iniziative culturali e sociali - sottolinea Livio Cerneca, tra i promotori di AT -. Vogliamo sostenere e diffondere le buone esperienze già in atto, come quelle del giardino di San Michele, affinché la crescita collettiva di consapevolezza porti a una cittadinanza attiva, capace di prendersi cura di strutture, spazi e servizi”.
La valorizzazione dei sentieri città-Carso è un’altro degli obiettivi di AT che ha anche lo scopo di incentivare un turismo sostenibile, rispettoso dell’identità del territorio e che distribuisca ricchezza in modo diffuso, dai borghi carsici ai rioni della città. Questo presuppone il ripristino di tanti sentieri interrotti o abbandonati che collegano il mare al Carso e l’altopiano al centro città.
Il quarto punto riguarda le aree cani. A Trieste ci sono circa 22.500 i cani ufficialmente registrati all’anagrafe canina, un numero enorme rispetto alle pochissime e mal attrezzate aree di sgambamento nei rioni cittadini. AT intende coinvolgere la cittadinanza nella progettazione di almeno un’area cani per rione e migliorare quelle esistenti.
Infine, una rinnovata attenzione alla manutenzione del verde: vanno riscritte le condizioni per le gare d’appalto in modo da affidare la manutenzione del verde a ditte che dimostrino di fare un’adeguata formazione ai propri dipendenti. Siamo stanchi di vedere alberi potati in modo drastico (capitozzati) solo per riuscire a terminare più in fretta il lavoro stando dentro i termini del minore ribasso.