Mille costumi, un solo cuore carsico: la magia delle Nozze Carsiche conquista Monrupino
Tradizione, identità e diplomazia si sono intrecciate ieri alle Nozze Carsiche, lo storico rito che ogni due anni celebra la cultura del Carso e i legami fra comunità italiane e slovene.
Alla cerimonia ha preso parte anche la Presidente della Repubblica di Slovenia, Nataša Pirc Musar, accolta dall’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, in rappresentanza del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.
“Questa non è soltanto una festa che attira turisti – ha sottolineato Roberti – ma un’occasione per consolidare le radici e far rinascere tradizioni che rischierebbero altrimenti di andare perdute. Un territorio come il Friuli Venezia Giulia, che corre e innova, ha bisogno di mantenere legami forti con il passato”.
Accanto a lui, sul sagrato del santuario della Beata Vergine Assunta, anche i sindaci di Monrupino e Trieste, Tania Kosmina e Roberto Dipiazza, per accogliere i due sposi protagonisti del rito, Tina Forcic e Thomas Velikonja, al termine della celebrazione religiosa in lingua slovena officiata dal parroco Anton Bedencic.
La giornata ha visto anche la visita alla Casa carsica e un incontro istituzionale tra Roberti e la Presidente Pirc Musar, a cui hanno partecipato la ministra slovena alla Cultura Asta Vrecko, la sottosegretaria Vesna Humar, l’ambasciatore sloveno a Roma Matjaž Longar, il console generale a Trieste Gregor Šuc e numerose rappresentanze civili.
Le Nozze Carsiche, che hanno radici a metà Ottocento, hanno riunito oltre mille figuranti in costume tradizionale. Dopo le interruzioni dovute alla pandemia, il rito – sospeso nel 2020, ripreso nel 2022 e poi ancora fermato – è tornato quest’anno con una partecipazione che testimonia il forte legame tra passato e presente.
Come da tradizione, il corteo ha proseguito verso il paese per la consegna della sposa alla nuova famiglia nella Casa carsica, suggellando un evento che, oltre ad avere un profondo significato culturale, continua a rappresentare un ponte simbolico tra Italia e Slovenia.