Piazza Libertà, AVS: “La destra si indigna per i bambini ma non per chi dorme in strada”
Continua ad allargarsi il dibattito politico attorno alla vicenda dei bambini accompagnati in Piazza Libertà nell’ambito di un percorso educativo dedicato alla Rotta Balcanica e al tema delle migrazioni. Dopo le dure polemiche e le richieste di chiarimenti avanzate da esponenti del centrodestra, arriva ora la presa di posizione di Elisa Moro, segretaria di Sinistra Italiana Trieste per Alleanza Verdi e Sinistra.
L’esponente di AVS interviene difendendo apertamente l’iniziativa e attaccando le critiche sollevate nelle ultime ore.
“La destra si arrabbia quando qualcuno mette in mostra ciò che non riesce a governare”, dichiara Moro. “Si indigna per dei bambini accompagnati in un percorso educativo, ma non si indigna per le persone lasciate in strada, in attesa di ricevere i documenti e la protezione internazionale”.
Secondo la segretaria di Sinistra Italiana, a strumentalizzare l’episodio sarebbe proprio il centrodestra.
“Se qualcuno sta cercando di strumentalizzare l’accaduto, è la destra stessa”, afferma. “Non i volontari che operano in Piazza Libertà, né i bambini che insieme ai loro insegnanti hanno impartito una lezione di umanità a chi governa”.
Moro sottolinea inoltre come il percorso educativo non sia stato improvvisato ma preparato in precedenza in un contesto protetto.
“Prima di arrivare a Trieste i bambini avevano già affrontato un percorso per provare a mettersi nei panni delle persone migranti, per comprendere cosa significhi lasciare tutto rischiando la vita pur di avere un futuro”.
Nel suo intervento, l’esponente di AVS evidenzia anche come nelle immagini diffuse si vedano “bambini tranquilli, accompagnati e affiancati da adulti”, sostenendo che agli alunni sia stata spiegata “una realtà che Trieste conosce bene”.
La critica più dura viene però rivolta alla gestione politica del fenomeno migratorio.
“La vera domanda non è perché dei bambini abbiano visto quella realtà”, conclude Moro. “La vera domanda è perché quella realtà continui a essere lasciata lì, senza risposte dignitose”.
E aggiunge: “Se dei bambini riescono ancora a riconoscere l’umanità dove una parte della politica vede solo emergenza, forse il problema non sono loro e i loro insegnanti. Il problema è chi ha smesso di guardare le persone come tali”.