Trieste, pile senza energia ma piene di guai: 496 “scariche” sequestrate
La Polizia Locale di Trieste (Nucleo di Polizia Commerciale), nell’ambito dei controlli sulla sicurezza dei prodotti, ha sequestrato 496 pile di produzione cinese non conformi in due esercizi commerciali cittadini, elevando sanzioni che possono superare i 25.000 euro e segnalando il caso all’autorità competente.
«Durante un’ispezione – spiega l’assessore alle Politiche della sicurezza cittadina Caterina de Gavardo – gli agenti hanno rinvenuto dispositivi privi delle indicazioni obbligatorie e in violazione degli standard di sicurezza. L’operazione del Nucleo Commerciale si inserisce in un’attività costante di monitoraggio del territorio, volta a tutelare acquirenti e salute pubblica». Le indagini proseguono per risalire alla filiera di magazzini e canali di distribuzione delle batterie pericolose.
Rischi di pile non certificate o prive di istruzioni chiare • Rischio chimico: sostanze alcaline o litio possono fuoriuscire, causando ustioni e danneggiando irreparabilmente gli apparecchi; • surriscaldamento e cortocircuito: senza avvertenze sui limiti d’uso o sulla corretta installazione, aumenta il pericolo di esplosione o incendio domestico; • pericolo per i bambini: le pile a bottone sono particolarmente pericolose se ingerite; la legge impone confezioni child-resistant e avvertenze in italiano con istruzioni di pronto intervento.
Il Nucleo di Polizia Commerciale opera quotidianamente per garantire un mercato legale, trasparente e sicuro per i consumatori.