Turismo a Trieste dopo Pasqua, città piena e alberghi esauriti: parte la corsa verso l’estate (VIDEO)

Turismo a Trieste dopo Pasqua, città piena e alberghi esauriti: parte la corsa verso l’estate (VIDEO)

Il turismo a Trieste archivia il weekend di Pasqua e Pasquetta con un segnale netto: la stagione è partita e lo ha fatto con numeri importanti. Nel corso della diretta condotta da Luca Marsi, il presidente di Federalberghi Trieste Maurizio Giudici ha spiegato che già dall’inizio della settimana si registrava una saturazione tra il 90 e il 95 per cento per le giornate di venerdì e sabato. Poi, con il meteo favorevole, è arrivato il risultato atteso: tutto esaurito negli alberghi e una città descritta come gremita di turisti.

Secondo quanto comunicato nel corso dell’incontro, tra venerdì, sabato e domenica Trieste ha mostrato un colpo d’occhio molto forte, con un doppio movimento che ha interessato sia chi ha scelto di pernottare in città sia un consistente flusso di visitatori arrivati in giornata. Un dato che rafforza la percezione di una città sempre più attrattiva e capace di richiamare persone in momenti chiave del calendario turistico.

Pasqua in linea con il 2025 e stagione lanciata

Maurizio Giudici ha spiegato che l’aspettativa era quella di una Pasqua analoga a quella del 2025, ed è esattamente ciò che si è verificato. La lettura proposta da Federalberghi è chiara: la Pasqua segna di fatto l’avvio della stagione turistica e, salvo elementi esterni di forte instabilità, da questo momento in avanti il comparto si aspetta un andamento crescente fino al mese di novembre.

Il presidente di Federalberghi ha definito l’avvio “in pompa magna”, sottolineando come il sistema si fosse già preparato a partire. In questo scenario, Trieste post-Pasqua si presenta come una città entrata pienamente nel vivo del suo calendario turistico, con la prospettiva di consolidare nei prossimi mesi il lavoro già svolto in questi anni.

Il nodo internazionale e la prudenza sul futuro

Accanto al quadro positivo del weekend pasquale, nella diretta è emersa anche una linea di prudenza sulle prossime settimane. Giudici ha affrontato apertamente la questione della guerra e delle tensioni internazionali, spiegando che, allo stato attuale, la Pasqua non ha risentito di effetti negativi, anzi. Tuttavia, sulla finestra estiva, è stato segnalato un timido rallentamento che il presidente attribuisce soprattutto a un clima di sfiducia sui mercati e alle incognite geopolitiche.

Il punto centrale, secondo Giudici, è che una vera crisi non si è ancora completamente manifestata e che i prossimi trenta giorni saranno decisivi per capire quale direzione prenderà il quadro generale. Se il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi, l’effetto potrebbe riversarsi sui costi, a partire da carburanti ed energia, con ricadute generalizzate su attività e famiglie. Questo elemento, secondo quanto spiegato, potrebbe incidere anche sul turismo, soprattutto sul fronte della capacità di spesa.

Turismo di prossimità e vantaggio geografico per Trieste

Nel ragionamento sviluppato in trasmissione, Maurizio Giudici ha comunque indicato un aspetto che può proteggere la città. In caso di aggravamento del contesto economico, ha spiegato, la risposta potrebbe essere quella di un rafforzamento del turismo di prossimità, un modello già visto in passato in momenti di crisi. In questa chiave, Trieste avrebbe un vantaggio competitivo legato alla sua collocazione geografica.

Il presidente di Federalberghi ha ricordato che il territorio intercetta con continuità i flussi provenienti da Austria, Germania e Paesi dell’Est, cioè da bacini storicamente vicini e strategici. Questo significa che, anche nel caso di una contrazione dei viaggi più lunghi e costosi, la città potrebbe continuare a reggere in termini di presenze turistiche, grazie a una domanda più locale e più vicina.

Il punto di vista della Pro Loco dal Castello di San Giusto

A offrire una seconda chiave di lettura è stato Michele Ciak, presidente della Pro Loco Trieste, che ha portato il punto di osservazione dell’Infopoint Visitor Center gestito dall’associazione per conto del Comune di Trieste all’interno del Castello di San Giusto. Ciak ha spiegato che, pur non avendo il primo impatto con chi arriva in città, il castello rappresenta uno dei poli più attrattivi per i visitatori e consente quindi di cogliere in modo diretto il polso del turismo giornaliero.

Nel giorno di Pasqua, ha raccontato, sono transitati al Castello di San Giusto oltre 2800 visitatori, un numero che restituisce la dimensione dell’afflusso. Tra le presenze notate da vicino, Ciak ha citato molti visitatori arrivati in giornata da Slovenia e Croazia, in particolare da Maribor, Zagabria e Pola. Un elemento interessante emerso dal suo intervento riguarda anche la sorpresa positiva di molti visitatori nel trovare i musei comunali gratuiti, essendo la domenica di Pasqua anche la prima domenica del mese.

La giornata di Pasquetta, ha precisato, ha avuto numeri inferiori, con un’affluenza che personalmente stimava sotto le mille unità, ma il dato di Pasqua resta significativo e rafforza la fotografia di una città capace di essere scelta anche per visite brevi, culturali e concentrate in una sola giornata.

Un ottimismo più marcato sui mercati del centro Europa

Michele Ciak ha anche espresso una posizione in parte diversa rispetto ai timori più forti emersi da altri ospiti. Ha spiegato che, per motivi professionali, ha occasione di viaggiare spesso nel centro Europa e di essere stato di recente in Repubblica Ceca, Germania e Austria, senza percepire in quei contesti la stessa preoccupazione avvertita in Italia. Secondo la sua lettura, quei mercati continuano a rappresentare un’opportunità concreta per Trieste.

Nella sua analisi, il bacino su cui spingere con decisione è quello che va da Firenze, Torino, Monaco, Salisburgo, Vienna e Budapest, senza dimenticare la crescita dei visitatori provenienti da Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria, favorita anche dai collegamenti aerei. Il messaggio lanciato dal presidente della Pro Loco è quindi di moderato ottimismo, con la convinzione che Trieste possa ancora allargare il proprio raggio di attrazione.

Le crociere restano un osservato speciale

Tra i punti affrontati in diretta c’è stato anche il capitolo crociere. Michele Ciak ha indicato una preoccupazione specifica legata alla nave MEIN SCHIFF 4 , attualmente bloccata a Dubai e attesa a Trieste a metà maggio. Su questo passaggio è intervenuto anche Maurizio Giudici, riferendo di contatti avuti con Trieste Terminal Passeggeri e spiegando che, al momento, il programma generale dovrebbe restare invariato, fatta eccezione proprio per la nave bloccata, la cui effettiva capacità di raggiungere la città resta legata all’evoluzione del conflitto.

Il tema è stato trattato con prudenza, evitando allarmismi. Tuttavia, il comparto delle crociere rimane uno degli elementi da monitorare da vicino, perché eventuali modifiche al calendario delle toccate avrebbero ricadute non solo sul porto ma anche sui flussi in città e sull’intero indotto.

I numeri del 2025 e la richiesta di una visione lunga

Uno dei passaggi più significativi della diretta riguarda il dato sulle presenze del 2025. Maurizio Giudici ha citato il report regionale parlando di 1.655.266 presenze, un numero definito molto importante e tale da rendere necessario un salto di qualità nella pianificazione. La posizione espressa è che Trieste non possa più permettersi di ragionare in modo episodico: serve un programma di sviluppo triennale o addirittura quinquennale, accompagnato da studi professionali capaci di seguire, correggere e tarare la strategia turistica nel tempo.

Secondo il presidente di Federalberghi, gli ingredienti per fare bene ci sono tutti. Ha ricordato anche il gettito dell’imposta di soggiorno, che con l’aumento del 50 per cento potrebbe superare i 4 milioni di euro, pur essendo al momento prudenzialmente indicato in 3,6 milioni nel bilancio comunale. Il punto, nella sua impostazione, è che oggi serva una struttura capace di fare sistema e di guidare gli operatori con una visione di medio-lungo termine.

Parcheggi, accessibilità e nuova fruizione della città

Nel confronto è entrato anche il tema dei parcheggi a Trieste, considerato da Giudici una questione storica della città. Il presidente di Federalberghi ha giudicato positivamente sia la riapertura del parcheggio utilizzato durante il periodo natalizio, pur se non più gratuito, sia la diminuzione della tariffa del Silos. Allo stesso tempo, ha sottolineato che non si tratta di soluzioni definitive.

Secondo quanto dichiarato, Trieste ha bisogno di parcheggi strutturati alla periferia, collegati da mezzi pubblici o navette, per alleggerire il centro e accompagnare l’aumento dei flussi turistici. Giudici ha anche ipotizzato, in prospettiva, una maggiore estensione delle aree pedonali, ma dentro una strategia più ampia che tenga conto della trasformazione in corso nella città.

Verso il 25 aprile e il primo maggio con pressione positiva

Nella parte finale della trasmissione, Maurizio Giudici ha tracciato anche un primo scenario sui prossimi ponti. La pressione di mercato, ha detto, è positiva e al momento non si vedono elementi di allarme tali da compromettere il ponte del 25 aprile e del primo maggio. L’ipotesi più probabile, secondo quanto comunicato, è quella di una sostanziale sovrapposizione con il 2025, sempre tenendo conto che l’evoluzione internazionale resta un fattore da seguire giorno dopo giorno.

Il messaggio finale che emerge dalla diretta è netto: Trieste dopo Pasqua si affaccia all’estate con dati incoraggianti, una città già molto frequentata, un sistema che vuole crescere ancora e una consapevolezza nuova, quella di dover trasformare l’attuale slancio in una programmazione più solida, coordinata e duratura.

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