Sicurezza a Trieste, Paul Pisani: “La città sta cambiando radicalmente” (VIDEO)
La sicurezza a Trieste torna al centro del dibattito pubblico dopo le segnalazioni su piazze, vie del centro e giardino pubblico. Nel corso della diretta condotta da Luca Marsi su Trieste Cafe, Paul Pisani di Gis ha parlato di una città che, a suo giudizio, starebbe vivendo un cambiamento profondo nella percezione della tranquillità serale, mentre Riki Ramazzina ha richiamato l’attenzione su Piazza Libertà, Largo Barriera, Piazza Garibaldi e sul giardino pubblico.
La domanda sulla sicurezza: percezione o emergenza reale
Luca Marsi ha posto a Paul Pisani una domanda diretta: la sicurezza in città è una percezione o un’emergenza reale? Pisani ha risposto parlando da “autorità Gis”, sostenendo di vedere una città che starebbe precipitando in una situazione sempre più complessa.
Pisani ha distinto il centro cittadino più curato dal resto della città, sostenendo che starebbe diminuendo la sensazione di poter girare tranquillamente la sera per le vie. Le sue parole hanno aperto un confronto ampio su sicurezza a Trieste, controllo del territorio, spazi pubblici e gestione delle aree più delicate.
L’episodio raccontato da Pisani in via Diaz
Pisani ha raccontato un episodio personale avvenuto in orario serale, tra le 20 e le 20.30. Secondo quanto riferito, si trovava in scooter con la moglie, dopo aver lasciato il mezzo in via Felice Venezian ed essere passato da piazza Unità. Attraversando via Diaz, avrebbe notato una decina di ragazzini definiti “maranza” vicino a un distributore di sigarette.
Pisani ha riferito che alcuni avrebbero dato calci alla macchinetta e che, vedendolo arrivare, due o tre ragazzi avrebbero osservato la scena e richiamato l’attenzione degli altri. A quel punto, ha spiegato, ha preferito fare il giro largo e allontanarsi da un’altra via.
Per Pisani, questo episodio sintetizza una percezione precisa: la città starebbe cambiando in modo radicale. Il racconto è stato presentato come esperienza diretta, non come dato generale, ma ha alimentato il confronto sulla serenità degli spostamenti serali.
Piazza Libertà e l’ipotesi della recinzione
Un altro tema centrale è stato quello di Piazza Libertà, dopo la proposta richiamata in diretta relativa alla possibilità di recintare l’area nelle ore serali e notturne. Pisani ha definito l’idea positiva, pur sostenendo che il problema potrebbe semplicemente spostarsi altrove.
Secondo Pisani, la piazza rappresenta anche il primo impatto per chi arriva in città con il treno. Per questo, ha osservato, mantenere pulita e ordinata l’area avrebbe un valore importante anche dal punto di vista dell’immagine turistica.
Riki Ramazzina ha espresso una posizione simile: recintare Piazza Libertà, secondo lui, cambierebbe poco se non venisse affrontato il problema complessivo. Ramazzina ha spiegato di passare spesso in quella zona, avendo attività a Roiano, e ha raccontato di aver incrociato gruppi di giovani adulti che gli avrebbero trasmesso una sensazione di disagio.
Gli sguardi in Piazza Libertà raccontati da Ramazzina
Ramazzina ha riportato un episodio avvenuto al semaforo di Piazza Libertà, mentre si dirigeva verso Roiano. Ha raccontato di aver visto attraversare cinque o sei uomini, sui 25 o 30 anni, con giacche pesanti, e di aver incrociato sguardi che non lo avrebbero tranquillizzato.
Secondo l’imprenditore, una persona semplice che passa da quella piazza può provare timore. Il suo intervento ha spostato il discorso dalla sola presenza fisica negli spazi pubblici alla percezione di insicurezza, un elemento che incide sulla vita quotidiana e sulla libertà di movimento.
Zone rosse, controlli e limiti delle misure spot
La diretta ha affrontato anche il tema delle zone rosse. Pisani ha sostenuto che misure più stringenti dovrebbero essere applicate in modo continuativo, fino a quando il problema non venga realmente ridotto. Ha parlato della necessità di monitorare maggiormente alcune aree e ha evocato anche l’impiego dell’esercito come possibile elemento di maggiore rassicurazione per la popolazione.
Ramazzina, invece, ha manifestato forti perplessità sulle zone rosse come strumento risolutivo. Ha ricordato che una delle zone rosse era stata istituita anche in Piazza Verdi, a poca distanza dalla Prefettura e da Piazza Unità, e ha osservato che il problema non si risolve delimitando un’area se nelle vie adiacenti manca la stessa attenzione.
L’imprenditore ha citato anche Piazza Garibaldi, Largo Barriera e le vie vicine, sostenendo che la presenza delle forze dell’ordine in un punto può non bastare se il controllo non riguarda l’intero contesto urbano.
Il giardino pubblico e il video dell’aggressione
Uno dei passaggi più delicati della diretta ha riguardato il giardino pubblico e il video, citato da Luca Marsi, di una giovanissima aggredita, insultata e filmata da numerose coetanee. Pisani ha dichiarato di non aver visto il video e di non volerlo vedere, spiegando che situazioni di questo tipo gli provocano fastidio e disagio.
Pur non avendo visto le immagini, Pisani ha condannato la violenza e il bullismo contro una ragazza indifesa, sottolineando la gravità di dinamiche di gruppo in cui molti si accaniscono contro una sola persona. Ha parlato della necessità di punizioni severe per chi partecipa a episodi di questo tipo.
Ramazzina e gli anziani davanti al giardino pubblico
Ramazzina ha portato nella discussione un elemento personale e concreto. Di fronte al giardino pubblico, ha spiegato, si trovano due sue strutture per anziani. Alcuni ospiti, accompagnati o in condizioni di maggiore autonomia, utilizzano il giardino per passeggiare.
Dopo il video dell’aggressione, Ramazzina ha chiesto ad alcuni parenti e accompagnatori se avessero notato situazioni particolari. La risposta, secondo quanto riferito, è stata che la zona del parco giochi, frequentata da mamme e bambini, viene percepita come tranquilla, mentre sarebbero evitati i corridoi più interni e lontani.
Per Ramazzina, questo è un segnale grave: persone anziane e accompagnatori non dovrebbero sentirsi costretti a usare solo una parte del giardino pubblico. Il parco, descritto come un polmone verde con alberi importanti, alberi secolari e il laghetto, dovrebbe poter essere vissuto con serenità da tutta la cittadinanza.
La richiesta di una presenza più forte
Nel confronto, Ramazzina ha sostenuto che con una reale volontà delle istituzioni, delle forze pubbliche e della magistratura, il giardino pubblico potrebbe essere riportato a una maggiore serenità in tempi rapidi. Ha ipotizzato controlli più intensi, anche con personale in borghese e telecamere, per restituire il parco ad anziani, famiglie, mamme e bambini.
Il tema, però, resta complesso. Da un lato c’è la richiesta di maggiore sicurezza e presenza sul territorio. Dall’altro c’è la necessità di evitare generalizzazioni e mantenere un approccio rispettoso, legato ai fatti riferiti e alle segnalazioni da verificare.
Una città che chiede risposte concrete
La diretta ha messo in evidenza una preoccupazione diffusa su alcuni luoghi simbolici di Trieste: Piazza Libertà, Piazza Garibaldi, Largo Barriera, il giardino pubblico e alcune vie del centro. Le parole di Paul Pisani e Riki Ramazzina raccontano soprattutto una percezione di cambiamento, fatta di episodi personali, segnalazioni e timori quotidiani.
Il nodo centrale resta la capacità di garantire spazi pubblici vivibili, senza trasformare il dibattito in allarme indistinto. La sicurezza a Trieste, nel racconto emerso dalla diretta, non riguarda soltanto l’ordine pubblico, ma anche la libertà di camminare, passeggiare, lavorare, uscire la sera e frequentare i luoghi della città senza paura.
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