Nascondeva l'hashish sotto le foglie del Bosco Farneto e in via Pindemonte, spacciatore in manette

Nascondeva l'hashish sotto le foglie del Bosco Farneto e in via Pindemonte, spacciatore in manette

Martedì scorso (3 marzo) la Polizia Locale di Trieste (Nucleo Interventi Speciali), durante un normale controllo nel Bosco Farneto, ha trovato sotto un mantello di foglie quasi 600 grammi di hashish suddivisi in 6 panetti, un telefonino e un bilancino di precisione. Gli agenti durante l’operazione hanno identificato anche 3 persone che stazionavo nelle vicinanze manifestando una certa agitazione: tuttavia, da una verifica dei documenti risultavano in regola e non avevano alcuna sostanza con sé. Del ritrovamento dell’hashish è stato subito avvisato il pm di turno, dott. La Ganga, e contestualmente avviate le prime indagini con servizi mirati in borghese (osservazioni, controlli, pedinamenti) per individuare il proprietario/detentore della sostanza. Le azioni intraprese hanno dato i primi frutti già la sera stessa con un ulteriore ritrovamento di sostanza stupefacente (7 panetti di hashish, quasi 800 grammi) in via Pindemonte, ed il fermo di un uomo, presumibilmente coinvolto nel traffico. Accompagnato alla Caserma di via Revoltella gli investigatori hanno svolto gli atti di rito, trovandolo anche in possesso di quasi 600 euro in banconote di vario taglio, plausibilmente derivante dallo spaccio: al termine delle operazioni con gli elementi raccolti a suo carico è stato arrestato e condotto al Coroneo."Il grande impegno della Polizia Locale nel contrasto allo spaccio dà risultati tangibili" commenta l'Assessore alle Politiche della sicurezza cittadina, Caterina de Gavardo.

"Le nostre pattuglie dei NIS - continua de Gavardo - svolgono regolarmente controlli appiedati nelle aree verdi della città. Questa vigilanza, oltre ad essere un efficace deterrente, risulta anche molto utile per conoscere a fondo il territorio ed attuare interventi mirati". Si puntualizza che il procedimento penale nei confronti dell’indagato pende ancora nella fase delle indagini preliminari e che la sua responsabilità effettiva sarà vagliata nel corso del successivo processo e che non sono fornite generalità dell’indagato, né elementi per la sua identificazione.