mercoledì 26 agosto 2026
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Eccezionale avvistamento in Fvg, rari rapaci avvistati alla Riserva naturale del lago di Cornino

Luca Marsi·
Eccezionale avvistamento in Fvg, rari rapaci avvistati alla Riserva naturale del lago di Cornino

La Riserva naturale regionale del lago di Cornino continua a offrire sorprese nell’ambito internazionale di studio e monitoraggio dei grandi rapaci: sono stati avvistati uno splendido gipeto, specie rara in Friuli Venezia Giulia (ed è la prima volta che un esemplare si trattiene sulle Prealpi friulane, seguendo i grifoni nei loro spostamenti e utilizzando le stesse aree per la sosta e il riposo), e un'aquila di mare, notata fra la Riserva e i laghetti Pakar e certamente attratta dalla disponibilità di cibo e dalla presenza di altri rapaci e corvidi.

In entrambi i casi si tratta di indizi importanti, che per il Gipeto, in particolare, documentano una ricolonizzazione in atto sulle Alpi. Le grandi aquile, inoltre, ormai si notano con frequenza: è il risultato della presenza dell'ormai folta colonia di grifoni che popola il contesto - unica su tutto l’arco alpino - e che esercita una notevole attrazione anche su altri veleggiatori del cielo nei loro spostamenti tra l’Europa occidentale e orientale e tra le Alpi e i Balcani. Quest’ultimo corridoio si sta dimostrando sempre più frequentato da grandi aquile e avvoltoi, grazie ai progetti di conservazione e reintroduzione in atto in vari Paesi, che stanno incrementando le popolazioni di queste specie  e favorendo un intenso flusso di esemplari, per i quali la Riserva rappresenta un punto di riferimento fondamentale.

In Bulgaria, in particolare, è in corso un piano di reintroduzione dell’avvoltoio monaco che in pochi anni ha consentito di raggiungere una popolazione di 20 coppie nidificanti:  una consistenza ancora limitata, ma i cui effetti sono già visibili a Cornino, dove ogni anno arriva qualche avvoltoio "ospite". Fra loro l'imponente Tewes, avvoltoio monaco spagnolo liberato in Bulgaria nel 2020, già passato per la Riserva lo scorso anno e ora ritornato, dopo aver girovagato parecchio tra i Balcani e l’Europa centrale: il 19 aprile è stato notato nel punto di alimentazione (evidentemente strategico nei suoi spostamenti), lasciandosi osservare a lungo.

«Presenze estremamente significative - commenta il vicesindaco di Forgaria, Luigino Ingrassi, titolare della delega alla Riserva -, che consentono osservazioni di altissimo interesse per birdwatcher e fotografi, oltre a contribuire al successo dei progetti in atto in Europa (nel caso di Cornino sostenuto dalla Regione e dal Comune di Forgaria, ente gestore della Riserva) grazie al monitoraggio degli esemplari: determinante, nella Riserva naturale regionale del lago di Cornino, il lavoro di coordinamento svolto dalla Cooperativa Pavees e dal suo direttore scientifico, Fulvio Genero».

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