Triestina ordina con app di delivery, inizia l’incubo: “40 minuti al telefono, niente consegna”

Una semplice cena del sabato sera trasformata in una lunga sequenza di telefonate, attese e nervosismo. È la segnalazione arrivata alla redazione di Trieste Cafe da una triestina che racconta quanto accaduto ieri sera, sabato 17 gennaio 2026, dopo aver ordinato una pizza tramite una nota app di consegna a domicilio.
Secondo la testimonianza, l’ordine era stato effettuato regolarmente presso una pizzeria cittadina, ma già dopo pochi minuti tutto avrebbe preso una piega surreale: la donna si è ritrovata coinvolta in un rimpallo continuo tra presunto corriere, assistenza e locale, fino al finale più assurdo: pizza mai arrivata.
La telefonata e la richiesta: “scenda lei”
La triestina racconta di essere stata contattata telefonicamente con una richiesta precisa: scendere a ritirare la pizza, perché il corriere non sarebbe salito a consegnarla al piano.
A quel punto, insospettita, la donna riferisce di essersi affacciata alla finestra per verificare se qualcuno fosse effettivamente in strada: “non c’era nessuno”. Ma dall’altra parte del telefono, secondo il racconto, continuavano a sostenere che il corriere fosse presente sotto casa.
Da lì sarebbe iniziato un ping-pong infinito: richieste del numero di telefono, promesse di richiamare, continui “è giù” e “non è giù”, in una situazione che sarebbe durata circa 40 minuti.
Pizza mai consegnata e tensione con il locale
Esasperata dall’attesa, la donna racconta di aver contattato direttamente la pizzeria. Ed è qui che, sempre secondo la segnalazione, la vicenda sarebbe degenerata ulteriormente.
La triestina parla di toni nervosi e di una discussione pesante, nella quale si sarebbe sentita rispondere che avrebbe potuto “venirsi a prendere la pizza di persona”. In ogni caso, il risultato finale è rimasto invariato: nessuna consegna effettuata.
Il nodo assistenza: “difficile farsi capire”
Non riuscendo a risolvere con il locale, la donna riferisce di aver chiamato anche il servizio clienti della piattaforma. Anche questo passaggio, però, non avrebbe risolto la situazione: la triestina parla di difficoltà comunicative con il call center, con un’assistenza che sarebbe apparsa poco efficace nel gestire il problema in tempo reale.
Alla fine l’ordine è stato annullato e la cliente conferma che è arrivato il rimborso. Ma resta la domanda che accompagna l’intero sfogo: “È normale che funzioni così?”.
Il caso riaccende le polemiche sul delivery: “una serata rovinata”
Il tema, evidentemente, va oltre la pizza. Le consegne a domicilio sono ormai parte della quotidianità di moltissimi triestini, ma episodi come questo alimentano dubbi su affidabilità, responsabilità e gestione dei disservizi.
Quando l’ordine viene rimborsato il danno economico rientra. Quello che resta, però, è una serata rovinata e un senso di frustrazione totale: tempo perso, nervi saltati e zero soluzione concreta.
Perché, come sintetizza la triestina nella sua segnalazione, “nel 2026 non può essere normale che ordinare una pizza diventi un incubo”.
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